Infezioni da analoghi delle purine nella leucemia linfatica cronica: patogenesi
Gli analoghi delle purine – fludarabina, cladribina e pentostatina sono utilizzati nella terapia di numerose neoplasie ematologiche, comprese molte delle malattie linfoproliferative croniche fra le quali ricordiamo: leucemia linfatica cronica a cellule B (LLC-B) e T (LLC-T), malattia di Waldenstrom, linfomi non Hodgkin , sindrome di Sézary e leucemia cellula capellute.
L’introduzione di questa classe di farmaci ha rivoluzionato la terapia delle malattie linfoproliferative indolenti.
Sono tuttavia farmaci dal costo elevato e, recentemente, i supposti benefici degli analoghi delle purine, quando prescritti in prima linea al posto degli alchilanti nella LLC-B, sono stati messi in discussione.
Provocano uno stato di grave e persistente immunodepressione, alla patogenesi del quale concorrono la linfocitopenia CD4, l’ipogammaglobulinemia, la neutropenia, lo stadio avanzato della malattia, l’età avanzata dei pazienti.
Molteplici sono stati i fattori di rischio identificati nei numerosi studi. Questi fattori possono essere utilizzati per costruire dei modelli prognostici che aiutano a calcolare il rischio di complicanze infettive e la probabilità che i pazienti a maggior rischio possano beneficiare da una profilassi antibiotica, antivirale, antifungina, antimicobaterica, a seconda del caso.
Le infezioni sono generalmente causate da batteri capsulati, ma soprattutto a distanza di tempo dal termine della terapia, aumenta la frequenza di infezioni opportunistiche causate da Pneumocistys carinii, herpes zoster varicella, Candida spp e altri funghi.
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