Farmacologia

Fratture del femore atipiche in donne trattate con bisfosfonati per osteoporosi

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Numerosi autori hanno descritto casi di “atipici” di fratture sottotrocanteriche e diafisarie femorali ed hanno suggerito che il rischio può essere aumentato a lungo termine nei soggetti che assumono bisfosfonati . In questi studi è stato osservato che il rischio aumentava particolarmente in caso di uso concomitante di alcuni farmaci – corticosteroidi, farmaci ani-riassorbimento osseo e-inibitori di pompa protonica. Tuttavia, questi studi non avevano un gruppo di controllo, no erano di tipo prospettico e non avevano esaminato sistematicamente i fattori di rischio noti.
Più recentemente, un registro di popolazione ha valutato la frequenza delle fratture d’anca e di quelle sottotrocanteriche e diafisarie femorali confrontato la loro incidenza in soggetti che assumevano alendronato confrontandolo con un gruppo che non usava questo farmaco. Tutti e tre i tipi di frattura erano più frequenti nei pazienti che assumevano alendronato. (continua…)

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Efficacia di Anacetrapib, nuovo farmaco anticolesterolo in pazienti coronaropatici ad alto rischio

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Un approccio per aumentare il colesterolo HDL è quello di inibire la proteina di trasferimento del colesterolo estere (CETP), una proteina del plasma che promuove il trasferimento degli esteri del colesterolo dalle HDL ed altre frazioni lipoproteiche. Farmaci che inibiscono CETP aumentano il colesterolo HDL, ed alcuni abbassano il colesterolo LDL. Tuttavia, lo sviluppo di torcetrapib, il primo inibitore di CETP testato in uno studio clinico, è stato abbandonato dopo che il farmaco ha dimostrato di causare un eccesso di mortalità e di eventi cardiovascolari. Il trattamento con torcetrapib aumenta la pressione arteriosa sistemica ed i livelli circolanti di aldosterone e provoca alterazioni dei livelli di alcuni elettroliti nel siero. Studi successivi hanno indicato che questi effetti negativi del torcetrapib non sono collegati all’inibizione della CETP e non sono necessariamente condivise da altri membri della classe degli inibitori CETP. Anacetrapib è un potente inibitore selettivo di CETP attivo per via orale che presenta un accettabile profilo di effetti collaterali nei primi studi condotto su volontari sani e pazienti dislipidemia.

 

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Notevole variabilità della prescrizione di farmaci negli ospedali di riferimento Medicare degli USA – Anche lì, non sempre chi spende di più produce assistenza di migliore qualità

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La spesa farmaceutica Medicare varia sensibilmente tra le diverse degli Stati Uniti e gli ospedali di riferimento, anche dopo aggiustamento per caratteristiche demografiche, stato di salute individuale, e copertura assicurativa. Se i farmaci che vengono prescritti in regioni ad alta spesa sono necessari e indicati, gli elevati esborsi possono essere giustificati dal miglioramento della salute che generano. Ma se tale prescrizione non è appropriata, il consumo più elevato potrebbe avere gravi conseguenze negative. Gli anziani hanno il doppio di probabilità rispetto ai soggetti con meno di 65 anni di età di avere eventi avversi associati con i farmaci e quasi sette volte più probabilità di essere ricoverati in ospedale a causa dei farmaci assunti. (continua…)

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Mutazioni di EML4-ALK nel cancro polmonare non a piccole cellule causano resistenza al crizotinib

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EML4-ALK è una proteina di fusione con attività di tirosina-chinasi che è presente nel 4-5% dei casi di carcinoma polmonare non a piccole cellule ed è generata dall’ inversione di un piccolo segmento all’interno del braccio corto del cromosoma umano 2. EML4-ALK subisce la dimerizzazione costitutiva attraverso l’interazione tra il dominio coiled-coil all’interno della regione EML4 di ogni monomero, attivando così ALK che acquisisce attività oncogenica. Nei topi transgenici che esprimono EML4-ALK nelle cellule epiteliali del polmone, si sviluppano centinaia di noduli di adenocarcinoma in entrambi i polmoni subito dopo la nascita, e la somministrazione orale di un inibitore specifico di attività della tirosin-chinasi ALK elimina rapidamente tali noduli. Queste osservazioni dimostrano il ruolo essenziale della EML4-ALK nella patogenesi del carcinoma polmonare non a piccole cellule. Inoltre, alcuni studi clinici stanno valutando l’attività di crizotinib (PF-02.341.066), un inibitore dell’attività tirosin-chinasi sia di ALK e che del proto-oncogene (MET), per il trattamento del carcinoma polmonare non a piccole cellule EML4-ALK-positivo. . (continua…)

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Talidomide: Effetti collaterali

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Gli effetti collaterali del talidomide sono numerosi. Con l’aumentare del numero dei pazienti trattati, della durata del trattamento e delle dosi somministrate (in particolare, nel mieloma multiplo in ricaduta o nei pazienti con HIV), parecchi effetti collaterali in precedenza non riconosciuti o sottovalutati sono stati recentemente segnalati. Alcuni effetti secondari possono essere considerati come maggiori e possono avere conseguenze gravi (teratogenicità, neuropatia periferica e trombosi venosa profonda) . Alcuni effetti secondari solitamente sono considerati minori, poiché tendono a comparire all’inizio del trattamento ed a sparire generalmente con la riduzione della dose. Tuttavia, essi possono essere dose- limitanti o causare l’interruzione del trattamento quando la talidomide è usata a dosi elevate come antineoplastico (in particolare, sonnolenza, costipazione ed eruzione cutanea). L’incidenza dei singoli effetti collaterali non è conosciuta e tende a variare nei differenti studi, secondo la malattia e la dose della talidomide somministrata. (continua…)

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Talidomide: Proprietà biologiche

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Azione sedativa

Le proprietà sedative della talidomide non sono completamente note. La talidomide si comporta con un meccanismo differente dai barbiturati, probabilmente coinvolgendo l’attivazione dei centri del sonno GABA-dipendenti .
L’effetto della talidomide sul sonno è molto particolare e differisce da tutti gli altri farmaci ipnotici in quanto aumenta il tempo trascorso nelle fasi 3-4 e REM (movimenti rapidi oculari) e diminuisce il tempo trascorso nella fase I. Questa azione sedativa è stata collegata preferenzialmente con l’(r) enantiomero. (continua…)

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Talidomide: caratteristiche farmacocinetiche e farmacodinamiche

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La talidomide fu inizialmente sintetizzata nel 1954 ed introdotta in Europa nell’ottobre 1957 come ipnotico-sedativo non-barbiturico ed antiemetico. I primi studi farmacologici svolti sui roditori mostrarono un effetto sedativo a rapido inizio e una tossicità notevolmente bassa anche a dosi elevate. Traslando automaticamente i risultati dai roditori ai mammiferi, la talidomide non fu considerata teratogena né mutagena per la nostra specie . Per tale motivo, fra il 1957 ed il 1961, la talidomide fu ampiamente usata come antiemetico in donne gravide per il trattamento dell’emesi gravidica e ne fu approntata anche una preparazione liquida per uso pediatrico. Il successo del farmaco fu tale che nel 1960 solo in Germania ne furono prodotte oltre 14 tonnellate . Subito dopo la sua commercializzazione furono segnalati, con frequenza sempre crescente, anomalie degli arti (amelia, focomelia, anomalie ossee) e degli organi interni . Il rischio massimo di malformazioni era associato all’assunzione del farmaco fra la terza e l’ottava settimana di gravidanza . Chimicamente simile ai barbiturici, il farmaco fu commercializzato in Germania ed in altri 46 paesi di ogni continente a partire dal 1958, ma non negli USA a causa di dubbi sulla sua tollerabilità, sopratutto del rischio di neuropatia potenzialmente irreversibile connesso con il suo uso prolungato. L’uso del farmaco non fu mai approvato dalla FDA, la Food and Drug Administration, l’ente sanitario regolatorio statunitense. (continua…)

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Una singola infusione annuale di zoledronato riduce il rischio di fratture osteoporotiche in donne in menopausa

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È noto da tempo che una singola infusione annuale di zoledronico riduce il turnover osseo e migliora la densità ossea per almeno 12 mesi dopo l’infusione, suggerendo un effetto duraturo. In questo studio della durata di 3 anni, è stata valutata l’efficacia di 5 mg annuali di zoledronato sulla riduzione del rischio di frattura vertebrale, dell’anca e di altri tipi di frattura.
The Health Outcomes and Reduced Incidence with Zoledronic Acid Once Yearly (HORIZON) Pivotal Fracture Trial è uno studio multicentrico, internazionale, randomizzato in doppio cieco, controllato con placebo in donne in menopausa con osteoporosi, trattate con una singola infusione di 5 mg in 15 min una volta all’anno per tre anni. L’età delle donne era compresa fra 65 e 89 anni, ed erano incluse se avevano una densità ossea con T score di –2,5 o meno al collo del femore, con o senza segni di frattura vertebrale; donne con almeno due fratture vertebrali lievi o una di moderata gravità, dimostrate radiologicamente Gli endpoint primari erano le nuove fratture vertebrali e le fratture d’anca. (continua…)

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