Articoli selezionati dalle riviste mediche più prestigiose
Gastroenterologia
Il trait beta-talassemico è un fattore di rischio per l'accumulo di ferro e la fibrosi epatica nell'epatite cronica C.
6 set
L’epatite cronica C è caratterizzata da un’elevata variabilità del tasso di progressione della malattia, poiché alcuni pazienti mostrano una minima evoluzione del danno epatico e altri sviluppano rapidamente una fibrosi che porta alla cirrosi e all’epatocarcinoma.
Diversi fattori relativi al virus e all’ospite, compresi l’età avanzata al momento dell’infezione, il consumo d’alcol, il sesso maschile, la coinfezione con il virus dell’epatite B o con HIV-1, il sovrappeso, il contenuto epatico di ferro sono stati associati con un aumentato rischio di progressione dell’epatite C. Fra tutti questi fattori le interazioni del virus con il ferro hanno ricevuto un’attenzione crescente negli ultimi anni. Un lieve sovraccarico di ferro è frequentemente osservato nelle biopsie epatiche dei pazienti con epatite cronica C, e i pazienti HCV+ con aumentato contenuto epatico di ferro hanno un grado maggiore di fibrosi rispetto ai pazienti senza accumulo di ferro. Inoltre, i trattamenti mirati alla riduzione del carico di ferro sembrano migliorare il danno epatico nei pazienti con epatite non trattata ed aumentare il tasso di risposte all’interferone nei soggetti interferone-resistenti. Continua >
Interferone e ribavirina nel trattamento dei linfomi non Hodgkin indolenti HCV+
2 set
l virus dell’epatite C (HCV) causa non solo epatopatie croniche ma anche diverse malattie linfoproliferative croniche.
L’identificazione di CD81 come il principale recettore virale potrebbe spiegare il particolare linfotropismo di HCV poiché questo recettore è espresso sui linfociti B. Il legame con CD81 determina l’attivazione cellulare e l’iperespressione di CD69, CD71, CD86 e del recettore per le chemochine CXCR3. Inoltre, un’aumentata prevalenza della traslocazione t(14,18) è stato osservata nei pazienti HCV positivi, persino in assenza di malattie linfoproliferative. Le interazioni di HCV con il sistema immunitario possono spiegare il ruolo del virus in diverse malattie extraepatiche, come i linfomi non Hodgkin. Continua >
Linfoma gastrico della zona marginale di tipo MALT: raccomandazioni cliniche ESMO per la diagnosi e terapia
2 set
La modalità di presentazione clinica più frequente dei maltomi gastrici è rappresentata da disturbi gastrointestinali non specifici che spesso spingono a chiedere al medico un’endoscopia la quale solitamente dimostra la presenza di gastrite aspecifica o ulcera peptica; le masse sono rare. La diagnosi si basa sull’esame istologico delle biopsie gastriche (3A). La presenza di un’infezione da Helicobacter pylori (HP) attiva deve essere dimostrata mediante istochimica o test del respiro (breath test). Oltre all’esame istologico di routine ed all’immunoistochimica, l’analisi mediante FISH o la PCR per la dimostrazione della traslocazione cromosomica t(11;18) possono tornare utili per identificare quei pazienti con elevate probabilità di non rispondere alla terapia antibiotica (3b).
Stadiazione e valutazione del rischio
Le procedure di stadiazione iniziale dovrebbero comprendere una esofagostroduodenoscopia (EGDS) con biopsie multiple prelevate da ogni regione gastrica, dal duodeno, dalla giunzione gastroesofagea e da ogni zona morfologicamente anomala. L’ecoendoscopia è raccomandata per valutare i linfonodi regionali ed il grado d’infiltrazione della parete gastrica (3A).
Altri esami che dovrebbero essere effettuati sono: analisi chimico-cliniche di routine, beta2-microglobulina, TAC torace, addome e pelvi, biopsia osteomidollare (IVC).
Programma terapeutico
L’eradicazione di HP con antibiotici dovrebbe essere costituire il solo trattamento iniziale solo in caso di maltomi gastrici HP+ localizzati (cioè confinato alla stomaco). Si può usare uno qualsiasi dei protocolli efficaci proposti dalla letteratura. In caso di insuccesso dell’eradicazione, la terapia di seconda linea dovrebbe essere tentata con uno schema alternativo a tre o quattro farmaci comprendente un inibitore di pompa protonica (omperazolo, lansoprazolo ecc) + antibiotici. Comunque, diversi studi hanno evidenziato la persistenza di cellule B monoclonali dopo la regressione istologica del linfoma. In questi casi è consigliabile l’osservazione.
Nei casi HP negativi o nei pazienti che non rispondono all’eradicazione, dovrebbero essere considerate la radioterapia e la chemioterapia a seconda dello stadio; la chirurgia non si è dimostrata superiore rispetto all’approccio conservativo in molti studi. Un controllo eccellente ed efficace della malattia è stato ottenuto in diversi centri con la sole basse dosi di radiazioni (30-40 Gy in 4 settimane sullo stomaco e sui linfonodi perigastrici) nei pazienti con maltoma gastico in stadio I-II senza segni di infezione da Hp o con linfoma persistente dopo eradicazione antibiotica (3b).
I pazienti con malattia sistemica sono candidati per la chemioterapia sistemica e/o immunoterapia con anticorpi monoclonali anti-CD20 (II). Gli alchilanti orali (clorambucile e ciclofosfamide) o gli analoghi delle purine (fludarabina, cladribina) possono risultare molto efficaci. Anche il rituximab è risultato efficace in studi di fase II.
I linfomi con infiltrazione a grandi cellule dovrebbero essere tratti come i linfomi diffusi a grandi cellule B.
Valutazione della risposta e follow-up
La valutazione istologica delle biopsie seriate nel tempo è essenziale durante il follow-up. Sfortunatamente la valutazione dell’infiltrato residuo linfoide nelle biopsie gastriche può esser e molto difficile e non ci sono criteri uniformi per la definizione di remissione istologica. Le biopsie dovrebbero essere ripetute ogni 2-3 mesi per documentare l’eradicazione e, in seguito, almeno due volte all’anno per due anni per monitorare la regressione istologica del linfoma. In caso di persistenza di una malattia stabile può essere utile la sola osservazione vigile clinica , ma un follow-up annuale è raccomandato con esami biochimici ed un minimo di esami radiologi adeguati (ecografia o endoscopia).
Note
I livelli di evidenza (I-V) ed i gradi delle raccomandazioni (A-D) sono quelli usati dal’American Society of Clinical Oncology). Le dichiarazioni prive di grado sono considerate una pratica clinica standard dagli esperti del’ESMO.
Riferimenti bibliografici
1: Zucca E, Dreyling M; ESMO Guidelines Working Group.
Gastric marginal zone lymphoma of MALT type: ESMO clinical recommendations for diagnosis, treatment and follow-up.
Ann Oncol. 2008 May;19 Suppl 2:ii70-1. No abstract available.
PMID: 18456776 [PubMed - indexed for MEDLINE]
Infezione da Helicobacter pylori e porpora piastrinopenica immune: risultati a lungo temine della terapia di eradicazione batterica
1 set
Il batterio Gram negativo Helicobacter pylori è l’agente causale della gastrite e dell’ulcera peptica. È anche un fattore di rischio per il cancro ed il linfoma gastrico.
L’infezione da Helicobacter pylori svolge probabilmente un ruolo nella patogenesi di numerose altre malattie: acne rosacea, orticaria cronica idiopatica, artrite reumatoide, tiroidite autoimmune, sindrome di Sjogren, porpora di Schonlein-Henoch, solo per citarne alcune. Negli ultimi anni, studi italiani e giapponesi hanno indagato sul nesso causale fra infezione da HP e piastrinopenia autoimmune idiopatica.
Partendo dall’osservazione casuale di una risoluzione della piastrinopenia in taluni pazienti sottoposti ad eradicazione per l’infezione da HP, gi studi finora condotti hanno evidenziato un sostanziale incremento della conta piastrinica in oltre la metà dei casi trattati. Continua >
Le elevate concentrazioni di GDF15 nelle talassemie sopprimono la sintesi epatica di epcidina: finalmente trova una spiegazione il meccanismo dell'aumentato assorbimento intestinale di ferro nelle sindromi talassemiche
21 ago
La regolazione dell’assorbimento intestinale del ferro mediata dall’epcidina rappresenta il più importante meccanismo per il mantenimento dell’omeostasi marziale negli esseri umani, che sono privi di meccanismi fisiologici di escrezione del ferro.
L’epcidina, una piccola molecola prodotta dal fegato, agisce principalmente provocando la degradazione della ferroportina, la cui funzione è di trasportare il ferro all’interno degli enterociti.
Recentemente è stato dimostrato che i livelli di epcidina sono diminuiti nella b-talassemia, suggerendo in queste sindromi da sovraccarico di ferro, l’epcidina è regolata negativamente dal ferro. Inoltre il siero di soggetti con b-talassemia inibisce l’espressione dello mRNA dell’epcidina in linee cellulari di epatoma.
L’espressione dell’epcidina è soggetta negli epatociti alla regolazione di segnali multipli, fra i quali ricordiamo il ferro, l’ipossia e citochine infiammatorie. Fra queste ultime un ruolo particolarmente importante sembra essere svolto da numerose molecole della famiglia del Transforming Growth factor-b.
È pertanto ipotizzabile che l’espansione del compartimento eritroide possa influenzare la regolazione dell’espressione di epcidina attraverso il rilascio di uno o più proteine della famiglia TGFB secrete dagli eritroblasti durante l’eritropoiesi.
Per verificare la correttezza di questa ipotesi, gli autori di questo studio hanno misurato il profilo della trascrizione genica di eritroblasti in diverso stadio di maturazione (a 7 e 14 giorni di coltura in vitro) di pazienti affetti da b-talassemia o altre patologie ed in soggetti normali. Continua >
Il trait beta-talassemico è un fattore di rischio per l'accumulo di ferro e la fibrosi epatica nell'epatite cronica C.
21 ago
L’epatite cronica C è caratterizzata da un’elevata variabilità del tasso di progressione della malattia, poiché alcuni pazienti mostrano una minima evoluzione del danno epatico e altri sviluppano rapidamente una fibrosi che porta alla cirrosi e all’epatocarcinoma.
Diversi fattori relativi al virus e all’ospite, compresi l’età avanzata al momento dell’infezione, il consumo d’alcol, il sesso maschile, la coinfezione con il virus dell’epatite B o con HIV-1, il sovrappeso, il contenuto epatico di ferro sono stati associati con un aumentato rischio di progressione dell’epatite C. Fra tutti questi fattori le interazioni del virus con il ferro hanno ricevuto un’attenzione crescente negli ultimi anni. Un lieve sovraccarico di ferro è frequentemente osservato nelle biopsie epatiche dei pazienti con epatite cronica C, e i pazienti HCV+ con aumentato contenuto epatico di ferro hanno un grado maggiore di fibrosi rispetto ai pazienti senza accumulo di ferro. Inoltre, i trattamenti mirati alla riduzione del carico di ferro sembrano migliorare il danno epatico nei pazienti con epatite non trattata ed aumentare il tasso di risposte all’interferone nei soggetti interferone-resistenti. Continua >
Importanza della gastrite autoimmune, di Helicobacter pylori e della celiachia nella patogenesi dell'anemia sideropenica refrattaria
9 apr
Nell’adulto l’anemia sideropenica è solitamente causata da emorragia gastrointestinale o, nelle donne in età fertile da irregolarità mestruali o dalle aumentate richiese della gravidanza. Nei maschi adulti e nelle donne in postmenopausa, inoltre le indagini endoscopiche usuali (esofagostroduodenoscopia e colonscopia) e radiografiche riescono ad identificare una causa di emorragia gastrointestinale soltanto nel 60-65% dei casi. Nella maggioranza delle donne in età fertile, invece, non è quasi mai identificata una causa di sanguinamento gastrointestinale.
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Amiloidosi gastro-intestinale
9 apr
La frequenza dell’interessamento clinico del tratto gastro-intestinale varia nei diversi tipi di amiloidosi.
Nell’amiloidosi secondaria, o amiloidosi AA, fino al 60% dei pazienti mostra segni e sintomi di coinvolgimento del tratto gastro-intestinale, nel quale i depositi di amiloide si localizzano nel plesso mioenterico o nella tonaca muscolare propria.
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Il rischio di linfoma non Hodgkin e di lesioni preneoplastiche linfoidi è aumentato nei veterani statunitensi HCV+
3 apr
Il virus dell’epatite C (HCV) è un virus a RNA che causa epatite cronica, cirrosi e carcinoma epatocellulare.
L’infezione da HCV è acquisita principalmente per via parenterale, per esempio dopo uso di droghe iniettabili o trasfusione di sangue infetto prima dell’introduzione dello screening dei donatori diffusosi a partire dai primi anni 1990. La prevalenza di infezione da HCV nella popolazione generale degli Stati Uniti è stimata a 1,6%, con oltre 4,1 milioni di persone infette. L’epatite e l’infezione da virus C è più frequente nei veterani statunitensi, il circa 5% dei quali è infetto da HCV.
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