Pneumologia

Terapia a lungo termine della BPCO ed effetti sulla densità minerale ossea

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La BPCO è una causa di morbilità e mortalità in ogni regione del mondo. Alla sua comparsa contribuiscono la predisposizione genetica, l’aumento della durata di vita media, fattori ambientali e lo stile di vita. L’invecchiamento della popolazione, alcuni fattori di rischio comuni, soprattutto il fumo di sigarette, gli effetti sistemici della malattia e gli effetti collaterali della terapia contribuiscono alla patogenesi delle numerose comorbilità presenti nella maggioranza dei pazienti con BPCO.
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Elevata prevalenza di steatosi epatica non alcolica nei pazienti con tromboembolia venosa idiopatica

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Il tromboembolismo venoso (TEV) ha un’incidenza annuale di 1-2 eventi/1000 persone nella popolazione generale, ed è considerato un emergente problema di salute pubblica. Le trombosi venose ed arteriosee sono state storicamente considerate come entità distinte a causa della diversa composizione del trombo e della differente risposta a diversi farmaci antiaggreganti piastrinici o anticoagulanti. La sindrome metabolica (SM), che colpisce> 20% dell’intera popolazione, aumenta il rischio cardiovascolare probabilmente attraverso un’ipercoagulabilità del sangue. Questo fenomeno è il risultato di elevati livelli plasmatici dell’inibitore dell’attivatore del plasminogeno-1 (PAI-1), del fibrinogeno e dei fattori VII, VIII e di von Willebrand, nonché della molecola di adesione intercellulare 1 (ICAM-1) e la molecola di adesione delle cellule vascolari 1 (ICAM-1).
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Significato clinico dell’anemia nei pazienti con BPCO

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La Broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO) è considerata comunemente una causa di poliglobulia e non di anemia. Studi recenti hanno tuttavia messo in dubbio questa convinzione. La BPCO è da molti considerata come una possibile causa di anemia associata alle malattie croniche, una entità dalla patogenesi ancora non ben conosciuta, a provocare la quale concorrono diversi meccanismi, i più importanti dei quali sono la riduzione della durata della vita media degli eritrociti, le alterazioni della omeostasi del ferro e la diminuzione della risposta midollare all’eritropoietina. Un ruolo importante nella patogenesi dell’anemia delle malattie croniche è svolto da alcune citochine come interleuchina-1 e TNF-alfa, che aumentano durante gli stati infiammatori ed interferiscono a vari livelli con l’ emopoiesi. Molte di queste anomalie biochimiche sono presenti in soggetti affetti da BPCO ed anemia. É possibile, pertanto che l’anemia possa avere delle ripercussioni sul decorso clinico della BPCO. (continua…)

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La BPCO è una causa di anemia cronica

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Molte malattie croniche condizionano l’ emopoiesi, causando una riduzione della durata della vita media dei globuli rossi e un sequestro del ferro nei macrofagi, anomalie che caratterizzano la cosiddetta anemia delle malattie croniche. Negli ultimi anni alle note cause di anemia cronica – infezioni croniche, malattie infiammatorie neoplastiche – si è aggiunta l’ insufficienza cardiaca. Infatti, nei pazienti con scompenso cardiaco, esiste un’associazione negativa fra anemia delle malattie croniche e mortalità. Un altro possibile candidato come causa di anemia delle malattie croniche è la malattia ostruttiva polmonare cronica o BPCO, che è una malattia già nota per provocare effetti sistemici. Il sostegno a questa ipotesi viene dal riconoscimento che uno stato di infiammazione sistemica è frequente nella BPCO ed è dimostrato dall’ aumento degli indici di infiammazione, nonché di varie citochine e chemochine in molti pazienti, oltre che durante le riacutizzazioni della malattia, anche nei casi stabilizzati. (continua…)

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Gli adulti sani hanno davvero bisogno di un vaccino antinfluenzale?

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I Centers for Disease Control and Prevention (CDC) raccomandano la vaccinazione universale contro l’influenza per adulti e bambini, ma è il vaccino efficace negli individui sani? Inoltre, previene realmente le complicanze dell’influenza, che si verificano meno frequentemente negli adulti senza malattie croniche? Secondo gli esperti della Cochrane Database of Systematic Reviews vi sono prove molto deboli sull’efficacia del vaccino nei soggetti adulti sani. (continua…)

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Rivaroxaban versus enoxaparina in pazienti con trombosi venosa profonda o embolia polmonare

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La tromboembolia venosa acuta (vale a dire, trombosi venosa profonda [DVT] o embolia polmonare) è un disturbo frequente con un’incidenza annuale di 1 o 2 casi per 1000 persone circa nella popolazione generale. Il trattamento a breve termine è efficace, con un rischio di recidiva – la complicazione maggiore – ridotto dal 25% a circa il 3% durante i primi 6 – 12 mesi di terapia. Il rischio di recidiva rimane anche dopo la fine del trattamento e può raggiungere il 5 al 10% durante il primo anno.

 

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La diagnosi precoce del cancro polmonare mediante screening con TAC spirale riduce la mortalità nei forti fumatori americani

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L’enorme studio randomizzato National Lung Screening Trial (NLST) condotto negli Stati Uniti è stato chiuso dopo 8 anni avendo i risultati dimostrato che lo screening dei forti fumatori con una tomografia computerizzata (TC) elicoidale ha ridotto significativamente le morti per cancro al polmone rispetto allo screening con la radiografia del torace.

Secondo gli autori per la prima volta si nota chiaramente una significativa riduzione della mortalità per cancro al polmone con un test di screening in uno studio clinico randomizzato controllato, e i risultati di questo studio, finanziato dal National Cancer Institute statunitense, avranno implicazioni per lo screening e la gestione del cancro del polmone per molti anni a venire.

 

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Caratteristiche cliniche della polmonite interstiziale indotta dalla chemioterapia (FOLFOX o FOLFIRI) per il cancro del colon

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La chemioterapia per il cancro del colon-retto (CRC) si è avvalsa della recente introduzione di nuovi farmaci efficaci, come irinotecan, oxaliplatino, cetuximab e bevacizumab. La terapia standard di prima linea è costituita da oxaliplatino più 5-fluorouracile (5-FU) e leucovorin (FOLFOX) o irinotecan più 5-FU e leucovorin (FOLFIRI), da soli o in combinazione con bevacizumab. Inoltre, il protocollo FOLFOX ha dimostrato efficacia, come chemioterapia adiuvante per i tumori del colon.

La malattia polmonare interstiziale (ILD) è una rara causa d’insufficienza respiratoria. Anche se alcuni case report hanno descritto la ILD dopo terapia con FOLFOX o FOLFIRI, può verificarsi una rapida progressione con conseguente morte per insufficienza respiratoria. (continua…)

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La vaccinazione antinfluenzale nei pazienti che assumono cortisonici

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I corticosteroidi per via sistemica sono utilizzati per la terapia di numerose malattie, in particolare malattie autoimmuni e infiammatorie come l’asma, l’artrite reumatoide e la malattia infiammatoria intestinale cronica. Alcuni pazienti ricevono corticosteroidi per brevi periodi, mentre altri rimangono in terapia cronica. La prevalenza dell’uso di corticosteroidi non è ben nota. Nella popolazione adulta si stima che l’un percento circa utilizza corticosteroidi per via orale in qualsiasi momento, assumendo almeno 7,5 mg di prednisone (o equivalenti) al giorno per oltre 6 mesi. (continua…)

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Particolato atmosferico, sindrome metabolica e variabilità della frequenza cardiaca: lo studio multietnico dell’aterosclerosi (MESA)

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Negli ultimi decenni, numerosi studi epidemiologici hanno dimostrato un’associazione tra malattie cardiovascolari (CVD) ed esposizione al particolato atmosferico.
I meccanismi con i quali il particolato inquinante influenza negativamente l’attività del sistema nervoso autonomo cardiaco portano ad un aumento del rischio di aritmie e morte cardiaca improvvisa. In recenti studi sperimentali, i ricercatori sono riusciti a prevenire lo stress ossidativo cardiaco indotto alle particelle con la somministrazione ai ratti di antagonisti dei recettori del sistema nervoso autonomo confermando che la tossicità cardiaca del articolato atmosferico è mediato dalla stimolazione del sistema nervoso autonomo.

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