Reumatologia
Effetti di Denosumab sulla densità minerale ossea ed il turnover osseo nei pazienti con artrite reumatoide trattati con glucocorticoidi con o senza bifosfonati
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Denosumab e densità minerale ossea in pazienti con osteoporosi da glucocorticoidi
L’infiammazione nell’artrite reumatoide (AR) produce effetti locali e sistemici, quali erosioni articolari focali, erosioni dell’osso subcondrale, osteoporosi periarticolare e sistemica. Questi effetti riflettono uno squilibrio tra i mediatori del riassorbimento e della formazione ossea e aumentano il rischio di fratture. I glucocorticoidi aumentano ulteriormente aumenti il rischio di frattura. Questi rischi AR-specifici si combinano con il noto rischio di osteoporosi nelle donne anziane, che rappresentano una quota significativa di pazienti con AR. Il riassorbimento osseo nell’ AR è mediata dal ligando di RANK (RANKL), la cui espressione è fondamentale per la comparsa di danni strutturali nell’ AR. Denosumab, un anticorpo monoclonale completamente umano sperimentale, inibisce RANKL e quindi riduce il riassorbimento osseo.
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Bisfosfonati e fratture atipiche del femore
0L’osteoporosi, una malattia dello scheletro caratterizzata da ridotta resistenza ossea che predispone ad un aumentato rischio di fratture, colpisce milioni di persone nei paesi occidentali Nel 2000 vi sono stati 9 milioni di fratture in tutto il mondo, di cui 1,6 milioni sono state fratture dell’anca. Le fratture sono importanti dal momento aumentano la mortalità e la morbilità, con costi enormi per i sistemi sanitari ed effetti devastanti sull’ indipendenza e la qualità della vita degli interessa (continua…)
La vaccinazione antinfluenzale nei pazienti che assumono cortisonici
0I corticosteroidi per via sistemica sono utilizzati per la terapia di numerose malattie, in particolare malattie autoimmuni e infiammatorie come l’asma, l’artrite reumatoide e la malattia infiammatoria intestinale cronica. Alcuni pazienti ricevono corticosteroidi per brevi periodi, mentre altri rimangono in terapia cronica. La prevalenza dell’uso di corticosteroidi non è ben nota. Nella popolazione adulta si stima che l’un percento circa utilizza corticosteroidi per via orale in qualsiasi momento, assumendo almeno 7,5 mg di prednisone (o equivalenti) al giorno per oltre 6 mesi. (continua…)
Una revisione sistematica di infliximab nel trattamento dell’artrite reumatoide precoce – Risultati sulla progressione della malattia
0Gli indici più importanti di progressione di malattia nell’AR sono generalmente ritenuti alcuni esiti a lungo termine come la disabilità grave o gli interventi chirurgici di sostituzione articolare. Dal momento che questi esiti si osservano tardivamente, sono stati sviluppati parametri misurabili surrogati, come il danno articolare radiografico o gli indici di disabilità funzionale. Il danno radiografico rappresenta la storia cumulativa naturale della malattia nel singolo paziente. Molti studi hanno dimostrato in modo convincente che il grado di danno radiografico delle articolazioni è associato con la perdita di funzione e la disabilità a lungo termine. La valutazione radiografica del danno strutturale dell’articolazione è attualmente considerata il “gold standard” per gli studi di efficacia dei farmaci nell’AR.
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I farmaci anti Tumor Necrosis Factor (TNF) nell’artrite reumatoide. Iniziare subito o aspettare la progressione della malattia?
0L’artrite reumatoide (AR) è una malattia infiammatoria cronica associata a danno articolare progressivo e irreversibile che porta ad invalidità permanente. L’artrite reumatoide è la più frequente malattia reumatica sistemica, che colpisce circa l’1% della popolazione adulta, con una incidenza massima tra le età di 35-55 anni. Le sue conseguenze economiche per la società sono paragonabili a quelle della malattia coronarica e il suo impatto sugli individui è notevole, dal momento che la malattia porta ad una progressiva limitazione della mobilità articolare, con dolore e disabilità funzionale.
L’esordio relativamente precoce della malattia nella vita vuol dire che essa riguarda la popolazione in età lavorativa, con un conseguente tasso di inabilità al lavoro 10 volte superiore rispetto alla popolazione di pari età e sesso, con enormi costi indiretti dovuti alla perdita di giorni lavorativi. Due anni dopo la diagnosi, il 20% dei pazienti con artrite reumatoide è costretto ad interrompere la propria attività professionale ed oltre il 50% sarà inabile al lavoro dopo 10 anni di malattia. L’artrite reumatoide aumenta anche la mortalità, con una sopravvivenza simile a quella dei pazienti con linfoma o grave malattia cardiaca ischemica.
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Una revisione sistematica sull’uso di infliximab nel trattamento dell’artrite reumatoide precoce – Risultati sul grado di attività della malattia
0Gli autori di questa metanalisi hanno rivisto la letteratura pubblicata sull’uso dell’infliximab (IFX) nell’AR, identificando 8 studi che corrispondevano ai loro criteri d’inclusione.
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Attività di malattia
Nell’AR, l’attività di malattia e la risposta alla terapia sono generalmente valutate con sistemi a punteggio compositi, che incorporano parametri di valutazione clinica, i reagenti della fase acuta (VES o della proteina C-reattiva [PCR]) e i dati dei pazienti.
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Una revisione sistematica sull'uso di infliximab nel trattamento dell'artrite reumatoide precoce – Risultati sul grado di attività della malattia
0Gli autori di questa metanalisi hanno rivisto la letteratura pubblicata sull’uso dell’infliximab (IFX) nell’AR, identificando 8 studi che corrispondevano ai loro criteri d’inclusione.
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Attività di malattia
Nell’AR, l’attività di malattia e la risposta alla terapia sono generalmente valutate con sistemi a punteggio compositi, che incorporano parametri di valutazione clinica, i reagenti della fase acuta (VES o della proteina C-reattiva [PCR]) e i dati dei pazienti.
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I farmaci anti Tumor Necrosis Factor (TNF) nell’artrite reumatoide: effetti collaterali
0L’analisi combinata dei risultati degli studi sperimentali effettuati con le dosi raccomandate dei farmaci biologici hanno portato gli autori a concludere che i farmaci anti-TNFα (considerata come classe terapeutica) mostrano un effetto significativamente superiore a quello dei trattamenti di controllo. Il confronto tra i tre farmaci anti-TNFα più MTX con MTX da solo nei pazienti con risposta insufficiente al MTX non ha mostrato una significativa eterogeneità degli effetti, ma nonostante l’assenza di confronti diretti fra i farmaci, non vi sono prove che i relativi effetti dei singoli farmaci siano differenti. Etanercept sembrava superiore a adalimumab, quando entrambi i farmaci sono stati confrontati con placebo. Tuttavia, la risposta osservata nel gruppo di controllo dello studio adalimumab era notevolmente superiore a quella del gruppo di riferimento etanercept, giustificando i dubbi sulla comparabilità dei risultati effettivi e rende difficile trarre conclusioni definitive fino a quando i farmaci non saranno confrontati direttamente in studi clinici randomizzati ben progettati. (continua…)
I farmaci anti Tumor Necrosis Factor (TNF) nell’artrite reumatoide sono efficaci
0La somministrazione precoce di farmaci antireumatici modificanti la malattia (DMARD) è fondamentale nell’Artrite reumatoide assieme all’uso di farmaci anti-infiammatori e glucocorticoidi, che rimangono un pilastro fondamentale nella terapia medica dell’AR. La scoperta che il fattore di necrosi tumorale alfa (TNFα), una citochine proinfiammatoria derivata dai macrofagi svolge un ruolo centrale nella patogenesi dell’AR ha portato all’introduzione di farmaci anti-TNFα, una nuova classe di DMARD biologici. La dimostrazione che i farmaci anti-TNFα sono molto efficaci nell’RA ha portato ad un cambiamento sostanziale nel trattamento di questa malattia. Tre di questi farmaci sono stati commercializzati a partire dal 1999: infliximab, etanercept e adalimumab. Molte domande su questa nuova classe di farmaci restano ancora senza risposta: non sappiamo se i farmaci anti-TNFα disponibili sono tutti ugualmente efficaci; se la loro efficacia dipende dalla somministrazione in combinazione con metotressato (MTX); se l’efficacia dipende dalla dose ; se sono più efficaci del solo MTX; se i farmaci anti-TNFα sono tutti ugualmente sicuri e qual è il profilo efficacia/ sicurezza? Fino ad oggi, non vi sono studi comparativi diretti dell’efficacia dei diversi farmaci anti-TNFα. Uno studio basato su un approccio comparativo indiretto dell’ efficacia relativa non ha mostrato differenze dei tre farmaci anti-TNFα nel trattamento della RA (continua…)
Fratture del femore atipiche in donne trattate con bisfosfonati per osteoporosi
0Numerosi autori hanno descritto casi di “atipici” di fratture sottotrocanteriche e diafisarie femorali ed hanno suggerito che il rischio può essere aumentato a lungo termine nei soggetti che assumono bisfosfonati . In questi studi è stato osservato che il rischio aumentava particolarmente in caso di uso concomitante di alcuni farmaci – corticosteroidi, farmaci ani-riassorbimento osseo e-inibitori di pompa protonica. Tuttavia, questi studi non avevano un gruppo di controllo, no erano di tipo prospettico e non avevano esaminato sistematicamente i fattori di rischio noti.
Più recentemente, un registro di popolazione ha valutato la frequenza delle fratture d’anca e di quelle sottotrocanteriche e diafisarie femorali confrontato la loro incidenza in soggetti che assumevano alendronato confrontandolo con un gruppo che non usava questo farmaco. Tutti e tre i tipi di frattura erano più frequenti nei pazienti che assumevano alendronato. (continua…)