L'anemia da cancro è definita
come una diminuzione dell'emoglobina al di sotto del limite
inferiore normale causata direttamente dalla malattia neoplastica
o dalla terapia. Una lieve anemia è definita da
un'emoglobina superiore a 10 grammi e inferiore a 11,9
grammi/decilitro; un'anemia moderata come emoglobina
superiore a 8 grammi e inferiore a 9,9 grammi/dL, mentre si parla
d'anemia grave quando l'emoglobina è inferiore a 8
g/dL.
Incidenza e prevalenza dell'anemia nei pazienti
neoplastici
Anemia da cancro è presente in circa il 40% dei pazienti
neoplastici. L'anemia è di lieve entità nel 30%
dei casi; moderata nel 9% e severa nell'un per cento dei
pazienti.
Globalmente l'incidenza della anemia durante la chemioterapia
o la radioterapia è del 54% (lieve 39%, moderata 14%, e
grave 1%). L'incidenza è più elevata nel cancro
polmonare (71%) e nei cancri ginecologici (65%) ed aumenta con il
numero dei cicli di chemioterapia.
L'anemia di grado elevato ha un impatto negativo sulla
qualità di vita ed è uno dei principali, sebbene
non il solo motivo di fatica, uno dei più frequenti e
importanti sintomi del cancro.
Indicazioni all'uso di eritropoietina nei pazienti
anemici affetti da neoplasie solide
L'obiettivo del trattamento dell'anemia nei pazienti
neoplastici e sottoposti a chemioterapia è di ridurre il
fabbisogno di trasfusioni di globuli rossi. L'eritropoietina
non migliora i risultati del trattamento chemioterapico
(cioè una maggiore riduzione della massa tumorale, una
ridotta crescita del tumore od un'aumentata sopravvivenza del
paziente) (1, A). Inoltre, gli altri effetti sulla qualità
della vita e della salute devono essere interpretati con cautela.
Considerando i rischi di usare l'eritropoietina quando i
livelli d'emoglobina sono superiori a 12 g/per decilitro,
l'eritropoietina dovrebbe essere soltanto usata nei pazienti
neoplastici con anemia secondaria alla terapia e concentrazione
d'emoglobina fra 9-11 grammi/decilitro (1, A).
Sindromi mielodisplastiche
L'eritropoietina più la terapia di supporto migliore
± G-CSF aumenta i tassi di risposta rispetto alla migliore
terapia di supporto da sola (II, B). I tassi di risposta nei
pazienti non selezionati sono bassi (10% per eritropoietina e 35%
per l'eritropoietina più G-CSF). I pazienti con
mielodisplasia a basso rischio (anemia refrattaria, anemia
refrattaria con sideroblasti ad anello) ed eritropoietina
inferiore a 500 unità/litro possono ottenere i benefici
maggiori. La durata ottimale della terapia è incerta,
mentre il guadagno in qualità di vita è controverso
ed i costi sono molto alti.
Outcome della terapia del cancro
Diversi studi randomizzati, alcuni pubblicati in importanti
riviste, altri disponibili sul sito della FDA, hanno osservato
outcome peggiori (tempi di sopravvivenza, controllo locale,
intervallo libero da malattia ecc.) in pazienti neoplastici che
ricevono eritropoietina (1, A). Tutti gli studi, tranne uno, sono
stati condotti in pazienti neoplastici trattati o no con
chemioterapia e/o radioterapia, ed avevano l'obiettivo di
raggiungere un'emoglobina superiore a 12 g/decilitro.
Pertanto, i tentativi di aumentare l'emoglobina sopra i 12
g/dl possono risultare dannosi e dovrebbero essere limitato agli
studi clinici.
L'eritropoietina non è raccomandata per trattare
l'anemia da cancro nei pazienti con tumore solido o neoplasie
ematologici che non stanno ricevendo un trattamento con
chemioterapia o radioterapia (1,A). Le regioni di questi
risultati non sono chiare. I risultati di studi retrospettivi
dimostrano che c'e un aumento dei recettori
dell'eritropoietina nei pazienti con neoplasia della regione
testa collo con un impatto negativo delle eritropoietine
sull'esito del trattamento. Il dibattito continua sulla
validità delle metodiche disponibili per la determinazione
dei recettori per l'eritropoietina; tre studi prospettici
sono in corso. (vedere anche "
L'eritropoietina e gli altri farmaci
stimolanti l'eritropoiesi riducono la sopravvivenza ed
aumentano il rischio di trombosi venosa nei pazienti con anemia
da cancro ")
Confronto fra le diverse eritropoietine
Epoetina-alfa e darbepoetina alfa hanno una simile efficacia
nell'aumentare l'emoglobina, nel ridurre la frequenza
delle trasfusioni e per quanto riguarda la tollerabilità
(1, A). Non esistono differenze cliniche rilevanti fra i farmaci
almeno per quanto si può sapere ad oggi. Non sono
disponibili dati sul confronto con epoetina beta.
Previsione della risposta e durata della terapia
Non vi sono fattori o parametri basali predittivi di risposta
all'epo che possano essere utilizzati nella pratica clinica
di routine. Nelle neoplasie ematologiche livelli di epo <500
U/L sono possibili fattori predittivi di risposta. Un aumento
significativo (>1 g/dL) dopo 4 settimane di terapia è
il solo fattore predittivo utile (II,B). Se c'è
l'indicazione all'uso dell'epo, è necessario
usare la dose più bassa possibile aumentandola
gradualmente fino a raggiungere il livello minimo di Hb
sufficiente a rendere inutile la trasfusione; si può
aumentare la dose di epo se il fabbisogno trasfusionale non si
riduce o se l'Hb non aumenta di almeno un grammo per
decilitro dopo 4-6 settimane di terapia; è consigliabile
diminuire la dose di epo del 25% quando l'emoglobina si
avvicina a 12 g/dL o se c'è un aumento superiore ad 1
g/dL in ogni periodo di due settimane; si raccomanda di
sospendere l'epo quando l'Hb aumenta sopra i 12 g/dL e
riprendere la somministrazione quando l'Hb scende <11
gr/dL alla dose ridotta del 25% rispetto a quella precedente
(II,B).
Supplementi di ferro
In pazienti anemici trattati con epo e carenza di ferro la
somministrazione di ferro per via parenterale porta ad un
maggiore di incremento del tasso di emoglobina rispetto alla
somministrazione del ferro per os o all'assenza di
supplementi di ferro (II,B)
Sicurezza e tollerabilità
Diversi studi in pazienti neoplastici con o senza concomitante
chemioterapia hanno dimostrato un aumentato rischio di eventi
tromboembolici (I, A). Specifici fattori di rischio per
tromboembolia non sono stati identificati. Cautela è
necessaria quando si utilizzano questi farmaci in pazienti con
precedente storia di trombosi o d'interventi chirurgici, in
quelli costretti a prolungati periodi di immobilizzazione o di
attività limitata. Non sono segnalati casi aplasia pura
della serie rossa eritropoietina-indotti in pazienti neoplastici
(II, B).
Considerazione di farmacoeconomia
L'uso dell'eritropoietina e della darbepoetina aumenta
notevolmente i costi per il sistema sanitario (1, A).
Note
I livelli di evidenza (I-V) ed i gradi delle raccomandazioni
(A-D) sono quelli usati dall'American Society of Clinical
Oncology). Le dichiarazioni prive di grado sono considerate una
pratica clinica standard dagli esperti dell'ESMO.
Riferimenti bibliografici
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JAMA. 2008 Feb 27;299(8):914-24. Review.
PMID: 18314434 [PubMed - indexed for MEDLINE]