Posts tagged anziani

Associazione fra anemia, ricovero ospedaliero e mortalità a Biella

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Negli anni più recenti diversi studi hanno iniziato a sfatare l’idea molto diffusa che l’anemia sia uno spettatore innocente, riportando una aumento della disabilità, della mortalità e della morbilità nell’anziano anemico. Di conseguenza, l’anemia può avere rilevanti effetti sulla domanda di salute ed aumenta sostanzialmente i costi sanitari.

L’associazione fra anemia ed outcome clinici è probabilmente il risultato della prognosi sfavorevole dell’anziano con anemia moderata-grave. Studi recenti hanno valutato il rischio associato con livelli specifici di Hb. Lo stesso gruppo aveva in precedenza dimostrato che una lieve anemia era associata con un deficit selettivo dell’attenzione e con misure specifiche della qualità di vita. (continua…)

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L’associazione talidomide,melfalan e prednisone in pazienti anziani con mieloma multiplo in precedenza non trattati: aggiornamento di uno studio clinico italiano

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Un totale di 331 pazienti furono randomizzati a ricevere per via orale melfalan, prednisone e talidomide (MPT) o MP senza talidomide. Al momento dell’analisi finale, tutti i pazienti avevano completato il programma di trattamento assegnato; 8 (4,8%) dei 167 pazienti nel gruppo MPT e 4 (2,4%), di 164 nel gruppo di MP non furono trattati come previsto. Un totale di 39 (23,3%) dei 167 pazienti MPT e 37 (22,6%) dei 164 pazienti con MP non hanno completato il programma di trattamento assegnato. La durata mediana della terapia con talidomide è stata di 9,6 mesi (range 0,03-61,6 mesi). La talidomide è stata interrotta in 57 (34,1%) pazienti, dopo una mediana di 2,2 mesi, ridotta a 50 mg al giorno in 64 (38,3%), dopo una mediana di 6,1 mesi, e successivamente sospesa in 25 (15,0%) dopo una mediana altri 2,7 mesi.
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L'associazione talidomide,melfalan e prednisone in pazienti anziani con mieloma multiplo in precedenza non trattati: aggiornamento di uno studio clinico italiano

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Un totale di 331 pazienti furono randomizzati a ricevere per via orale melfalan, prednisone e talidomide (MPT) o MP senza talidomide. Al momento dell’analisi finale, tutti i pazienti avevano completato il programma di trattamento assegnato; 8 (4,8%) dei 167 pazienti nel gruppo MPT e 4 (2,4%), di 164 nel gruppo di MP non furono trattati come previsto. Un totale di 39 (23,3%) dei 167 pazienti MPT e 37 (22,6%) dei 164 pazienti con MP non hanno completato il programma di trattamento assegnato. La durata mediana della terapia con talidomide è stata di 9,6 mesi (range 0,03-61,6 mesi). La talidomide è stata interrotta in 57 (34,1%) pazienti, dopo una mediana di 2,2 mesi, ridotta a 50 mg al giorno in 64 (38,3%), dopo una mediana di 6,1 mesi, e successivamente sospesa in 25 (15,0%) dopo una mediana altri 2,7 mesi.
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10 % circa degli anziani “sani” residenti a Biella ha un’anemia lieve o moderata

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Lo studio di popolazione “Anemia e Salute” è uno studio osservazionale prospettico di popolazione su tutti i pazienti anziani residenti nel comune di Biella, in Piemonte, nord-ovest d’Italia, situato ad un’altitudine media di 420 metri livello del mare, con una popolazione di circa 46.000 abitanti. La popolazione anziana di Biella è quasi esclusivamente di origine italiana, composta non solo di indigeni locali, ma anche dei lavoratori immigrati soprattutto dalla provincia di Vicenza (1911-1936) e dalle regioni meridionali italiane (1950-1970) ivi attirati dall’allora fiorente industria tessile nel biellese. La popolazione è in maggioranza benestante e l’occupazione è prevalentemente nei settori industriali e dei servizi. Le caratteristiche degli anziani di Biella sono simili a quelle della popolazione anziana generale italiana. (continua…)

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10 % circa degli anziani “sani” residenti a Biella ha un'anemia lieve o moderata

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Lo studio di popolazione “Anemia e Salute” è uno studio osservazionale prospettico di popolazione su tutti i pazienti anziani residenti nel comune di Biella, in Piemonte, nord-ovest d’Italia, situato ad un’altitudine media di 420 metri livello del mare, con una popolazione di circa 46.000 abitanti. La popolazione anziana di Biella è quasi esclusivamente di origine italiana, composta non solo di indigeni locali, ma anche dei lavoratori immigrati soprattutto dalla provincia di Vicenza (1911-1936) e dalle regioni meridionali italiane (1950-1970) ivi attirati dall’allora fiorente industria tessile nel biellese. La popolazione è in maggioranza benestante e l’occupazione è prevalentemente nei settori industriali e dei servizi. Le caratteristiche degli anziani di Biella sono simili a quelle della popolazione anziana generale italiana. (continua…)

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L’associazione talidomide,melfalan e prednisone è superiore a melfalan e prednisone in pazienti anziani con mieloma multiplo in precedenza non trattati

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Palumbo e al utilizzarono melfalan, prednisone e talidomide (MPT) in 49 pazienti anziani in precedenza non trattati. La talidomide fu somministrata alla dose di 100 mg al giorno; il melfalan alla dose di 4 mg/mq per sette giorni ogni mese e prednisone 40 mg/mq per via orale per sette giorni ogni mese.

Il 18% dei pazienti ebbe una risposta completa secondo i criteri dell’European Bone Marrow Transplantation/ International Bone Marrow Transplantation Registry (EBMT/IBMTR) (12), cioè con scomparsa della proteina monoclonale ed immunofissazione negativa. Il 4% ebbe una quasi RC con immunofissazione positiva; una risposta parziale fu osservata nel 45% dei pazienti che ebbero una riduzione della componente monoclonale compresa fra 50 e 89%. La tossicità di questo protocollo era rimarchevole, poiché il 38% dei pazienti aveva neurotossicità, il 28% stitichezza, il 26% infezioni che richiedevano la necessità di antibiotici. Il 20% dei pazienti ebbe anche una trombosi venosa profonda, con un decesso per tromboembolia polmonare; il protocollo fu quindi modificato per comprendere la profilassi anticoagulante. (continua…)

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Come cambiano nel tempo i livelli normali di emoglobina? I risultati di uno studio longitudinale sui sopravvissuti alla bomba atomica in Giappone

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Le variazioni età-dipendenti dei livelli di emoglobina (Hb) sono state esaminate in diversi studi cross-sezionali. Una diminuzione nelle donne durante il loro periodo fertile è stato un dato frequentemente riscontrato, ma i risultati degli studi condotti negli anziani non hanno dato risultati altrettanto concordanti. Un declino della concentrazione di emoglobina è prevedibile in base alla progressiva conversione del midollo rosso a midollo grasso con ‘aumentare dell’età come dimostrato da studi istopatologici ed autoptici e dalle immagini ottenute con la risonanza magnetica nucleare. Livelli di eritropoietina inferiori si osservano frequentemente negli anziani non-anemici rispetto a soggetti più giovani. Nei pazienti anziani sono anche più frequenti i processi infiammatori associati con ‘anemia dei disordini cronici (ACD), neoplasie maligne ed infezioni, innanzitutto, nelle quali è facile evidenziare una risposta attenuata dell’eritropoietina all’anemia.

Non esiste un consenso fra gli autori sui modelli delle variazioni dell’emoglobina causate dall’età in persone anziane in buona salute, e questo può essere dovuto, almeno in parte, al disegno degli studi. La relazione fra ‘emoglobina e ‘età osservata negli studi cross-sezionali (che si limitano ad una o poche determinazioni dell’emoglobina in un determinato momento dello studio) possono non riflettere le reali influenze dell’ invecchiamento e quasi sempre ignorano i fattori indipendenti dall’invecchiamento, quali lo stile di vita, la dieta e le malattie concomitanti. Uno studio di tipo longitudinale è più efficace quando si voglia valutare l’andamento delle variazioni temporali nei singoli individui di un determinato parametro. (continua…)

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La sopravvivenza a 5 anni degli anziani con anemia in uno studio longitudinale giapponese

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Sebbene siano stati compiuti molti studi sulla distribuzione delle concentrazioni d’emoglobina, ancora non sono noti i suoi livelli ottimali negli anziani. I criteri proposti dagli esperti della WHO (World Health Organisation) per la definizione dell’anemia sono differenti nei due sessi: emoglobina inferiore a 12 gr/dL nelle donne e a 13 gr/dL negli uomini. Questi livelli sono considerati da alcuni studiosi non applicabili ad ogni popolazione studiata. Per esempio, in Giappone i risultati di studi cross sezionali e d’alcune analisi statistiche indicano che gli anziani con emoglobinemia inferiore a 11 g/dL dovrebbero essere considerati anemici.

Il significato clinico di questi livelli è tuttavia oscuro poiché gli studi longitudinali condotti sulle variazioni nel tempo dell’emoglobina sono rari. Kikuchi et al hanno analizzato la sopravvivenza a lungo termine di un gruppo d’anziani con basse concentrazioni d’emoglobina confrontando i dati dei soggetti ospitati in case di riposo con quelli di un centro benessere. La popolazione arruolata nello studio era costituita da 63 soggetti anemici e da 63 controlli la cui età media era di 81 anni in entrambi i gruppi, senza differenze significative per altre caratteristiche demografiche. (continua…)

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Interleuchina 6 (IL-6): un modello di mediatore dell’anemia della senescenza.

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IL-6 è una citochina infiammatoria con peso molecolare 26.000 dalton che esibisce una notevole pleiotropia, cioè hanumerosi effetti diversi ma riconducibili allo stesso meccanismo d’azione.

IL- 6 svolge un ruolo fondamentale nella regolazione di processi metabolici, endocrini, infiammatori; modula anche la spermatogenesi, la formazione degli osteoclasti, il tono della muscolatura vasale dell’endometrio durante il ciclo mestruale, la proliferazione e differenziazione delle cellule nervose. IL-6 è stata coinvolta nella patogenesi di diverse malattie croniche associate con l’età, comprese osteoporosi, malattie di Alzheimer, aterosclerosi, neoplasie. Aumenti di IL- 6 nel siero sono stati associati con un maggior declino funzionale (4), depressione (6), morte.

In risposta agli stimoli infiammatori, TNF-a e IL-1 stimolano la produzione di IL-6. Questa, a sua volta inibisce la secrezione di IL-1 e di TNF-a, attiva la produzione di proteine di fase acuta nel fegato, stima stimola l’asse ipotalamo-ipofisi-surrenale per controllare l’infiammazione (25). IL-6 svolge un ruolo nella risposta immunitaria innata ed acquisita. È un componente critico della risposta infiammatoria di fase acuta, dal momento che stimola la produzione di proteine come proteina C reattiva, amiloide A nel siero, fibrinogeno, complemento, alfa2-antitripsina. Inoltre, induce la proliferazione e la maturazione di linfociti B attivati (portando alla produzione di anticorpi) e coinvolge la proliferazione dei linfociti nel timo e nel sangue periferico; stimola la proliferazione dei linfociti T a linfociti T citotossici ed attiva le cellule natural killer (9, 10). (continua…)

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Correlazioni fra interleuchina 6, emoglobina ed ematocrito nella sindrome da fragilità dell’anziano

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La fragilità può essere definita come un fenotipo clinico caratterizzato da riduzione delle riserve omeostatiche; questo fenotipo è frequente nell’età avanzata e predispone ad outcome clinici sfavorevoli.

Alcuni autori hanno descritto la fragilità come “uno stato fisiologico di aumentata vulnerabilità ai fattori ambientati di stress conseguente alla diminuzione delle riserve fisiologiche ed alla anomala regolazione di molteplici sistemi fisiologici” (23).

I criteri utilizzati per definire la fragilità sono abbastanza controversi. I parametri più frequentemente adottati coinvolgono prevalentemente la valutazione della fragilità fisica: sarcopenia , perdita di peso, declino delle performance motorie e/o cognitive, riduzione dell’attività fisica. Per esempio, una riduzione della velocità dell’andatura rispetto al sesso ed all’altezza costituisce una componente dell’indice di fragilità proposto da Fried et al. (24). La comorbilità e la disabilità riassumono alcuni problemi distinti anche se strettamente correlati con l’età. Altri autori hanno usato definizioni di fragilità meno rigide, considerandola come un accumulo progressivo di deficit comprendenti disabilità, comorbilità, declino fisico. (continua…)

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