Posts tagged artrite reumatoide

Effetti di Denosumab sulla densità minerale ossea ed il turnover osseo nei pazienti con artrite reumatoide trattati con glucocorticoidi con o senza bifosfonati

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denosumab e osteoporosi

Denosumab e densità minerale ossea in pazienti con osteoporosi da glucocorticoidi

L’infiammazione nell’artrite reumatoide (AR) produce effetti locali e sistemici, quali erosioni articolari focali, erosioni dell’osso subcondrale, osteoporosi periarticolare e sistemica. Questi effetti riflettono uno squilibrio tra i mediatori del riassorbimento e della formazione ossea e aumentano il rischio di fratture. I glucocorticoidi aumentano ulteriormente aumenti il rischio di frattura. Questi rischi AR-specifici si combinano con il noto rischio di osteoporosi nelle donne anziane, che rappresentano una quota significativa di pazienti con AR. Il riassorbimento osseo nell’ AR è mediata dal ligando di RANK (RANKL), la cui espressione è fondamentale per la comparsa di danni strutturali nell’ AR. Denosumab, un anticorpo monoclonale completamente umano sperimentale, inibisce RANKL e quindi riduce il riassorbimento osseo.
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La vaccinazione antinfluenzale nei pazienti che assumono cortisonici

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I corticosteroidi per via sistemica sono utilizzati per la terapia di numerose malattie, in particolare malattie autoimmuni e infiammatorie come l’asma, l’artrite reumatoide e la malattia infiammatoria intestinale cronica. Alcuni pazienti ricevono corticosteroidi per brevi periodi, mentre altri rimangono in terapia cronica. La prevalenza dell’uso di corticosteroidi non è ben nota. Nella popolazione adulta si stima che l’un percento circa utilizza corticosteroidi per via orale in qualsiasi momento, assumendo almeno 7,5 mg di prednisone (o equivalenti) al giorno per oltre 6 mesi. (continua…)

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Una revisione sistematica di infliximab nel trattamento dell’artrite reumatoide precoce – Risultati sulla progressione della malattia

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Gli indici più importanti di progressione di malattia nell’AR sono generalmente ritenuti alcuni esiti a lungo termine come la disabilità grave o gli interventi chirurgici di sostituzione articolare. Dal momento che questi esiti si osservano tardivamente, sono stati sviluppati parametri misurabili surrogati, come il danno articolare radiografico o gli indici di disabilità funzionale. Il danno radiografico rappresenta la storia cumulativa naturale della malattia nel singolo paziente. Molti studi hanno dimostrato in modo convincente che il grado di danno radiografico delle articolazioni è associato con la perdita di funzione e la disabilità a lungo termine. La valutazione radiografica del danno strutturale dell’articolazione è attualmente considerata il “gold standard” per gli studi di efficacia dei farmaci nell’AR.
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I farmaci anti Tumor Necrosis Factor (TNF) nell’artrite reumatoide. Iniziare subito o aspettare la progressione della malattia?

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L’artrite reumatoide (AR) è una malattia infiammatoria cronica associata a danno articolare progressivo e irreversibile che porta ad invalidità permanente. L’artrite reumatoide è la più frequente malattia reumatica sistemica, che colpisce circa l’1% della popolazione adulta, con una incidenza massima tra le età di 35-55 anni. Le sue conseguenze economiche per la società sono paragonabili a quelle della malattia coronarica e il suo impatto sugli individui è notevole, dal momento che la malattia porta ad una progressiva limitazione della mobilità articolare, con dolore e disabilità funzionale.

L’esordio relativamente precoce della malattia nella vita vuol dire che essa riguarda la popolazione in età lavorativa, con un conseguente tasso di inabilità al lavoro 10 volte superiore rispetto alla popolazione di pari età e sesso, con enormi costi indiretti dovuti alla perdita di giorni lavorativi. Due anni dopo la diagnosi, il 20% dei pazienti con artrite reumatoide è costretto ad interrompere la propria attività professionale ed oltre il 50% sarà inabile al lavoro dopo 10 anni di malattia. L’artrite reumatoide aumenta anche la mortalità, con una sopravvivenza simile a quella dei pazienti con linfoma o grave malattia cardiaca ischemica.
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Una revisione sistematica sull’uso di infliximab nel trattamento dell’artrite reumatoide precoce – Risultati sul grado di attività della malattia

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Gli autori di questa metanalisi hanno rivisto la letteratura pubblicata sull’uso dell’infliximab (IFX) nell’AR, identificando 8 studi che corrispondevano ai loro criteri d’inclusione.

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Attività di malattia

Nell’AR, l’attività di malattia e la risposta alla terapia sono generalmente valutate con sistemi a punteggio compositi, che incorporano parametri di valutazione clinica, i reagenti della fase acuta (VES o della proteina C-reattiva [PCR]) e i dati dei pazienti.
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Una revisione sistematica sull'uso di infliximab nel trattamento dell'artrite reumatoide precoce – Risultati sul grado di attività della malattia

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Gli autori di questa metanalisi hanno rivisto la letteratura pubblicata sull’uso dell’infliximab (IFX) nell’AR, identificando 8 studi che corrispondevano ai loro criteri d’inclusione.

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Attività di malattia

Nell’AR, l’attività di malattia e la risposta alla terapia sono generalmente valutate con sistemi a punteggio compositi, che incorporano parametri di valutazione clinica, i reagenti della fase acuta (VES o della proteina C-reattiva [PCR]) e i dati dei pazienti.
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