Posts tagged aterosclerosi

L’attivazione del recettore aril idrocarburico causa infiammazione vascolare e l’aterosclerosi in topi apoE-/-

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Gli studi epidemiologici sulla popolazione esposta alla diossina nel 1976 a Seveso, in Italia, indicano che le malattie coronariche e l’ipertensione sono aumentati negli ultimi anni in quella popolazione esposta. Uno studio più recente conferma una maggiore incidenza di iperlipidemia, placche aterosclerotiche, aumento dello spessore intima-media, e cardiopatia ischemica in un gruppo di lavoratori esposti precedentemente alla diossina. Queste osservazioni concordano con i risultati di studi sperimentali sugli animali, e di altri dati epidemiologici condotti su operai esposti a composti organici clorurati, che dimostrano come l’attivazione del recettore arilico (AhR) da parte di vari ligandi causa iperlipidemia. L’iperlipidemia, soprattutto l’ipercolesterolemia, è stata descritta (continua…)

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Il particolato atmosferico ultrafine stimola lo stress ossidativo sistemico e l’aterosclerosi fin dalle prime fasi

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I risultati di molti studi concordano che l’esposizione al particolato atmosferico contribuisce a provocare rilevanti effetti avversi sulla salute umana e dev’essere considerata un fattore di rischio per lo sviluppo di eventi cardiovascolari ischemici attraverso la stimolazione dell’aterosclerosi, delle coronaropatie, oltre ad essere un evento scatenante dell’infarto miocardico acuto. L’associazione è stata chiaramente documentata per il PM10, cioè per le particelle con un diametro aerodinamico inferiore a 10 µm (micrometri). Tuttavia prove sempre più numerose indicano che il particolato fine con un diametro (continua…)

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Il particolato atmosferico urbano è associato con l’aterosclerosi subclinica: i risultati dello studio HNR (Heinz Nixdorf Recall)

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Gli studi animali suggeriscono che l’esposizione cronica alle particelle più sottili inalabili (particolato fine) contribuisce nella patogenesi dell’arteriosclerosi, la lesione patologica responsabile degli eventi cardiovascolari. Le prove fornite dagli studi epidemiologici non sono tuttavia sempre concordanti. Gli studi cross-sezionali mostrano una debole associazione delle concentrazioni di particolato fine con le calcificazioni della parete arteriosa o con lo spessore dell’intima – media carotidea, mentre non è stata osservata alcuna associazione con l’indice braccio – caviglia. Altri studi hanno anche osservato un’associazione positiva fra esposizione cronica residenziale all’elevato volume di traffico, la principale fonte del particolato atmosferico urbano, con le calcificazioni coronariche e con l’ indice braccio – caviglia ma non con le calcificazioni della parete aortica o con lo spessore dell’intima – media carotidea. Soltanto in uno studio è stata osservata un’associazione positiva fra esposizione al traffico e aumento dello spessore dell’intima – media carotidea in una popolazione selezionata. (continua…)

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L’inquinamento dell’aria accelera la progressione dell’aterosclerosi?

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Che lo sviluppo clinico delle malattie cardiovascolari sia il risultato dell’interazione fra i geni e l’ambiente è una premessa biologica universalmente accettata: l’espressione dei geni che porta alla malattia è il risultato d’influenze ambientali che operano sullo sfondo di una predisposizione genetica. Numerosi sforzi sono stati compiuti per esplorare la natura di questa predisposizione genetica. Gli impegni dei ricercatori per l’identificazione dei fattori ambientali responsabili delle malattie cardiovascolari si sono focalizzati soprattutto sui fattori modificabili a livello personale come la dieta, il livello di attività fisica e i farmaci. Tuttavia, dati sempre più numerosi confermano l’importanza di altri fattori ambientali sui quali i singoli soggetti hanno scarse possibilità di controllo, come l’inquinamento atmosferico, i quali sono tuttavia notevolmente importanti per lo sviluppo e la comparsa di malattie cardiovascolari. (continua…)

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Inquinamento dell’aria ed LDL ossidate

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Numerosi studi epidemiologici hanno dimostrato gli effetti deleteri sulla salute umana dell’inquinamento atmosferico, particolarmente quelli causati dal particolato atmosferico, una quantità considerevole del quale è immesso dal traffico veicolare. Le più recenti scoperte confermano che l’esposizione al particolato atmosferico non è dannosa solamente per i polmoni, ma anche per il cuore e l’apparato vascolare. Questo è indubbiamente vero per l’esposizione a breve termine al particolato, che è in grado di innescare eventi cardiovascolari acuti, ma anche, probabilmente, per l’esposizione cronica al particolato urbano, che aumenta il rischio di mortalità e morbilità cardiovascolare, probabilmente accelerando l’arteriosclerosi. (continua…)

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I radicali liberi dell’ossigeno regolano le heat-shock protein 70 con l’intervento delle chinasi JAK/STAT

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Lo stress ossidativo svolge un ruolo importante nella patogenesi dell’aterosclerosi, dei tumori e di altre malattie umane. Elevati livelli di specie reattive dell’ossigeno (ROS) causano danno al DNA e inattivano numerose proteine, con conseguente disfunzione cellulare cronica. Molti tipi di cellule utilizzano i ROS, anche se a concentrazioni inferiori, come molecole di segnalazione intracellulare che mediano mediano le risposte a fattori di crescita e citochine. La modulazione delle risposte ai fattori di crescita da parte dei ROS è stata dimostrata in diversi tipi cellulari, comprese le cellule muscolari lisce vascolari (VSMC). La stimolazione della proliferazione delle VSMC è una tappa importante del processo di formazione delle lesioni aterosclerotiche.
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I radicali liberi dell'ossigeno regolano le heat-shock protein 70 con l'intervento delle chinasi JAK/STAT

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Lo stress ossidativo svolge un ruolo importante nella patogenesi dell’aterosclerosi, dei tumori e di altre malattie umane. Elevati livelli di specie reattive dell’ossigeno (ROS) causano danno al DNA e inattivano numerose proteine, con conseguente disfunzione cellulare cronica. Molti tipi di cellule utilizzano i ROS, anche se a concentrazioni inferiori, come molecole di segnalazione intracellulare che mediano mediano le risposte a fattori di crescita e citochine. La modulazione delle risposte ai fattori di crescita da parte dei ROS è stata dimostrata in diversi tipi cellulari, comprese le cellule muscolari lisce vascolari (VSMC). La stimolazione della proliferazione delle VSMC è una tappa importante del processo di formazione delle lesioni aterosclerotiche.
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Il consumo di acqua di pozzo contaminata da arsenico aumenta il rischio di disfunzione erettile

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L’età è il fattore di rischio più frequente disfunzione erettile importante per la disfunzione erettile (disfunzione erettile ), cioè per l’incapacità costante o ricorrente di ottenere e/o mantenere un’erezione sufficiente per la prestazione sessuale. La correlazione tra età e disfunzione erettile è attribuita al calo dei livelli di testosterone; ma studi sempre più numerosi evidenziano una correlazione anche con le malattie cardiovascolari (CVD). Ricercatori di Taiwan hanno trovato una correlazione diretta tra disfunzione erettile, il calo del testosterone, e l’esposizione all’arsenico presente nell’acqua di pozzo, una connessione potenzialmente preoccupante per i milioni di uomini in tutto il mondo che bevono acque sotterranee contaminate dall’arsenico presente in natura. (continua…)

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Aterosclerosi e dislipidemia diabetica

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La malattia aterosclerotica ha una prognosi peggiore nei diabetici, con una elevata mortalità. I fattori di rischio cardiovascolare sono simili a quelli presenti nella popolazione generale, ma il loro effetto è maggiore in presenza della malattia diabetica. L’alterazione del quadro lipidico più comune è l’ipertrigliceridemia che, verosimilmente, rappresenta un marker di alterazioni – quali diminuzione del colesterolo HDL, presenza di lipoproteine LDL piccole e dense, insulino-resistenza – patogeneticamente correlate all’aterosclerosi.
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Il ruolo della placca aterosclerotica nella patogenesi delle sindromi coronariche acute- Le lesioni culprit non sono sempre colpevoli della sindromi coronariche acute

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Le lesioni culprit possono essere più difficili da identificare in pazienti con IMA non Q. In un’analisi di 350 pazienti arruolati in un braccio di intervento precoce dello studio VANQWISH, l’angiografia coronarica identificò lesioni complesse multiple nel 14%, una singola lesione complessa nel 39% e nessuna lesione culprit nel 51 % . Nonostante l’eterogeneità apparente fra questi pazienti, una severa coronaropatia era presente persino in quelli senza lesioni culprit evidenti. Nel sottogruppo dei pazienti con lesoini multiple, gli investigatori suggerivano che l‘attivazione diffusa può aver contribuito alle rotture multiple di placca.

La frequenza delle lesioni multiple complesse fu successivamente valutata nello studio ecografico intracoronarico di 72 arterie in 24 pazienti inviati per una PCA dopo un primo IMA senza sopraslivellamento ST ; in ogni paziente era stata identificata chiaramente una lesione culprit con l’angiografia. L’ecografia rivelò una media di 2,1 rotture di placca per paziente. In 19 pazienti (79%) almeno una lesione fu trovata in una localizzazione diversa dalla lesione culprit e in 17 di loro in un’arteria diversa da quella culprit. Le rotture nelle placche non culprit erano meno gravi, meno calcificate e non stenosanti.

(continua…)

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