Posts tagged cancerogenesi
Ruolo delle prostaglandine e degli inibitori delle ciclossigenasi nella cancerogenesi nella prevenzione e terapia del cancro
0Le prostaglandine sono prodotte in gran quantità nei tessuti umani e hanno ruolo centrale non solo nell’infiammazione, ma anche nel regolare altri processi fisiologici di vitale importanza, compresi la coagulazione del sangue, la guarigione delle ferite, il metabolismo osseo, la crescita e lo sviluppo dei nervi (90).
Le prostaglandine e/o i loro metaboliti possono innescare e promuovere la crescita di cellule cancerose stimolandone la proliferazione, inibendone l’apoptosi,stimolando l’angiogenesi, riducendo la risposta immunitaria attraverso meccanismi non ben conosciuti.
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Lipossigenasi e cancerogenesi
0Con il termine collettivo di lipossigenasi (LOX) intendiamo una famiglia di diossigenasi contenenti ferro non eme che catalizzano l’idrossiperossidazione di acidi grassi polinsaturi. Le LOX sono ubiquitarie in natura, essendo presenti nelle piante, nei microrganismi, nei mammiferi.
Le LOX sono 4 enzimi distinti che inseriscono ossigeno molecolare nel carbonio in posizione 5-,8-,12-,15 dell’acido arachidonico. In base a questa specificità d’azione durante l’interazione con i substrati (principalmente acido arachidonico e acido linoleico), le LOX sono state definite come 5-,8-,12-,15-LOX, rispettivamente. I prodotti principali sono gli acidi 5S-,8S-,12S-,15S-idrossiperossieicosatetraenoico (5-,8-,12-,15-HPETE), che possono poi essere ridotti a rispettivamente a 5S-,8S-,12S-,15S-HETE) (7, 10, 11, 17).
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Acido arachidonico e suoi metaboliti – Introduzione
0I metaboliti dell’AA più studiati nell’uomo sono senza dubbio le prostaglandine ed i leucotrieni, molecole che regolano numerosi processi fra cui le reazioni infiammatorie ed immunitarie. La modulazione farmacologica dei metaboliti dell’acido arachidonico è una delle scelte più frequenti che il medico deve compiere nella sua pratica clinica. Basti pensare al largo so che si fa dell’aspirina, il farmaco ancora oggi più usato per inibire l’attività delle COX, e degli altri FANS nella terapia delle condizioni più varie che vano dalla cefalea alle malattie cardiovascolari. Notevole importanza stanno assumendo questi farmaci, come vedremo in una serie di articoli, anche nella prevenzione e terapia di alcune neoplasie maligne umane
Nonostante la diversità strutturale dei vari FANS, questa classe di farmaci ha simili proprietà terapeutiche ed effetti collaterali.
In base alla cinetica del loro legame con le ciclossigenasi, i FANS possono essere suddivisi in tre classi (82): ·
1. alla classe I appartengono farmaci inibitori competitivi che competono con l’AA per il sito attivo delle COX (ibuprofene, piroxicam, naprossene, acido flufenamico, sulindac fra i più noti);
2. alla classe II appartengono i farmaci che inbiscono reversibilmente le COX con una cinetica tempo-dipendente (indometacina, diclofenac, acido meclofenamico;
3. alla classe III appartiene l’aspirina che inibisce irreversibilmente le COX legandosi ad esse con legami covalenti ed acetilando il sito attivo dell’enzima.
Gli eicosanoidi, molecole essenziali per la vita- Introduzione e definizioni
0Il termine di eicosanoidi è utilizzato per indicare un gruppo di mediatori lipidici biologicamente attivi (acidi grassi a 20 atomi di carbonio o C20 ed i loro metaboliti), nel quale sono compresi prostaglandine, trombossani, leucotrieni ed altri derivati ossigenati prodotti soprattutto da tre famiglie di enzimi: ciclossigenasi (COX-1 e COX-2), lipossigenasi (LOX) e citocromo P450 epossigenasi.
Metaboliti correlati sono anche gli isoprostani o i docosanoidi (risolvine) che si ottengono per altre vie, oppure i 19041923 delle piante, metaboliti dell’acido linoleico (acido grasso a 18 atomi di carbonio). Gli acidi grassi precursori di questi importanti metaboliti appartengono alle famiglie degli acidi grasi omega-6 ed omega-3.
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Acido arachidonico, ciclossigenasi e cancerogenesi
0Recenti studi molecolari condotti in tutto il mondo hanno delucidato le connessioni fra metabolismo degli acidi grassi polinsaturi e cancerogenesi, suggerendo nuovi potenziali bersagli molecolari per la prevenzione farmacologica (chemioprevenzione) e la terapia del cancro (2, 5, 11, 20).
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Farmacogenetica e farmacocinetica dei FANS nella prevenzione del cancro
0Sia l’efficacia che la tossicità dei FANS, e quelle dei coxib (inibitori selettivi della COX-2), sono probabilmente determinate, entro certi limiti, da caratteristiche genetiche ereditarie.
Gli esseri umani sono diversi per quanto riguarda la loro risposte ai farmaci per ragioni molteplici, ma soprattutto a causa delle differenze geneticamente determinate fra gli individui nell’assorbimento, nel metabolismo, nella distribuzione e nell’escrezione dei farmaci. Tutte queste variabili condizionano la farmacocinetica e possono avere notevoli effetti terapeutici.
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Basi biologiche della cancerogenesi epiteliale e connessioni con la chemioprevenzione del cancro
0La chemioprevenzione del cancro, usa molecole naturali o di sintesi o prodotti biologici, per prevenire, far regredire o sopprimere la progressione delle lesioni preneoplastiche a cancro invasivo (45).
La chemioprevenzione è essenzialmente fondata sui concetti della cancerogenesi di campo multifocale (multifocal field carcinogenesis)e della cancerogenesi multifasica (multistep carcinogenesis). Nella cancerogenesi di campo, danni diffusi ad uno o più tessuti epiteliali, come quelli delle vie aeree e digestive, sono causati dall’esposizione generalizzata a sostanze cancerogene di tutto il “campo ” e dalla proliferazione clonale delle cellule mutate. Anomalie genetiche esistono in tutto il campo, ed aumentano la probabilità che uno o più lesioni premaligne e maligne possano svilupparsi all’interno di quel campo.La cancerogenesi multifasica descrive il progressivo accumularsi di queste alterazioni, sia a livello di genotipo che di fenotipo. Arrestare una o più di queste fasi può impedire o ritardare lo sviluppo del cancro. Questa possibilità è stata ben descritta in studi che hanno valutato l’evoluzione di lesioni premaligne (leucoplachia ed eritroplachia) e maligne della regione testa-collo, e l’ aumentato rischio delle suddette lesioni preneoplastiche di progressione a cancro invasivo.
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La chemioprevenzione del cancro – Introduzione
0La cancerogenesi, o induzione del cancro, può dipendere da fattori congeniti (anomalie genetiche germline trasmissibili ereditariamente) o acquisiti, quali l’esposizione a fattori ambientali esogeni o a cancerogeni endogeni che innescano e mantengono la trasformazione neoplastica. I fattori congeniti e acquisiti spesso interagiscono nel determinare la comparsa del fenotipo francamente maligno.
Il cancro rappresenta uno dei principali problemi per la salute pubblica, essendo ai primi posti delle cause di morte nei paesi industrializzati. Nonostante i continui progressi nella diagnosi precoce, nelle tecniche chirurgiche e radioterapiche, nell’introduzione di farmaci innovativi e nel miglioramento della nostra capacità d’impiego dei farmaci più “vecchi”, i tassi di mortalità per cancro epiteliale sono rimasti globalmente pressoché invariati negli ultimi 30 anni. (3). Infatti i successi della terapia consentono di ottenere al massimo una riduzione dell’incidenza inferiore al 2%per i tre cancri più frequenti nell’uomo (bronchi, prostata e colon) e di stabilizzare i tassi di mortalità per cancro della mammella e colon nella donna (3).
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Prevenzione del cancro della mammella con inibitori degli estrogeni
0Nel 1896 fu avanzata, per la prima volta, l’ipotesi dell’esistenza di rapporti fra ovaio e mammella in seguito all’ osservazione che l’ovariectomia nelle donne in premenopausa con cancro metastatico mammario poteva indurre la regressione della neoplasia ed aumentare la sopravvivenza in casi selezionati. Persino in quel tempo, quando il ruolo endocrino delle ovaie e la loro produzione di ormoni steroidei era completamente sconosciuta, una stretta relazione fu pertanto stabilita fra un fattore ovarico e la crescita del cancro della mammella.
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Gli inibitori delle ciclossigenasi nella prevenzione del cancro della mammella – Breve analisi dei principali studi
0Numerosi studi preclinici hanno dimostrato che i FANS inibiscono la cancerogenesi mammaria. Studi epidemiologici suggeriscono che l’incidenza di cancro colorettale è inversamente correlata con l’uso d’aspirina, d’altri FANS, e di farmaci inibitori specifici delle ciclossigenasi (coxib). I metaboliti delle COX, soprattuto le prostaglandine, rappresentano una classe importante di mediatori della flogosi e, intervenendo nella modulazione di numerose vie di trasmissione del segnale intracellulare, regolano la proliferazione, l’adesione, la differenziazione e l’apoptosi cellulare.
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