Posts tagged cladribina
Fingolimod per via orale nella sclerosi multipla recidivante
0Alcuni studi preclinici hanno dimostrato che il fingolimod riduce l’infiltrazione di linfociti potenzialmente autolesivi dentro sistema nervoso centrale, e che il farmaco promuove i processi di protezione e di riparazione del tessuto nervoso nei pazienti affetti da sclerosi multipla.
In un precedente studio di fase 2 nei pazienti trattati per 6 mesi con fingolimod era stata dimostrata una persistente soppressione, fino a 5 anni, sia delle recidive che dell’attività infiammatoria.
In questo studio di fase 3, controllato contro placebo sono stati valutati gli effetti della terapia orale con fingolimod in pazienti trattati per 2 anni.
La terapia orale della sclerosi multipla: siamo di fronte ad una svolta epocale o ad un piccolo passo avanti?
0I medici e soprattutto i pazienti hanno per molto tempo atteso l’arrivo di farmaci attivi per via orale per la terapia della sclerosi multipla recidivante-remittente. Recentemente 3 studi clinici bene condotti hanno valutato l’efficacia di 2 farmaci attivi per via orale, cladribina e fingolimod, nel trattamento della sclerosi multipla. Sebbene questi 2 farmaci abbiano un diverso meccanismo d’azione, entrambi riducono il numero di linfociti potenzialmente autoreattivi che penetrano nel sistema nervoso centrale. Sia la cladribina che il fingolimod sono risultati più efficaci del placebo per un periodo di 2 anni ed il fingolimod era più efficace dell’interferone per via intramuscolare in un periodo di 12 mesi. Ognuno dei 3 studi ha coinvolto oltre 130 centri in 32 nazioni, e l’arruolamento di 1272-1326 pazienti assicura che gli studi clinici abbiano un sufficiente potere statistico per evidenziare l’efficacia dei 2 diversi dosaggi del farmaco attivo periorale. I pazienti avevano una malattia recidivante attiva della durata variabile da 7-9 anni. Considerando le scale di valutazione della disabilità i pazienti avevano un punteggio mediano di 2 nello studio con il fingolimod e di 2,9-3 nello studio che ha valutato l’efficacia della cladribina.
La terapia immunosoppressiva delle polineuropatie associate a MGUS-IgM – I risultati di una revisione sistematica del gruppo Cochrane
0Il siero dei pazienti con paraproteinemie IgM nel 50% dei casi circa reagisce con epitopi presenti sulla glicoproteina associata alla mielina (MAG). Anche se riconoscono altre molecole della mielina del nervo periferico, questi anticorpi sono noti come anticorpi anti-MAG. Il quadro clinico associato con la presenza di anticorpi anti-MAG è solitamente relativamente omogeneo: i pazienti presentano una neuropatia distale sensitivo motoria progressiva con un variabile grado di atassia e tremore. Le caratteristiche neurofisiologiche principali sono la demielinizzazione, con un caratteristico rallentamento della conduz ione più spiccata nei sedimenti nervosi distali rispetto a quelli prossimali. Nel siero di questi pazienti sono spesso dimostrabili altri tipi di anticorpi, per esempio anticorpi contro gli antigeni GM1 o anti GQ1b, ma quelli meglio caratterizzati sono gli anticorpi di classe IgM noti come anti-MAG. (continua…)
Infezioni da analoghi delle purine nella leucemia linfatica cronica: patogenesi
0Gli analoghi delle purine – fludarabina, cladribina e pentostatina sono utilizzati nella terapia di numerose neoplasie ematologiche, comprese molte delle malattie linfoproliferative croniche fra le quali ricordiamo: leucemia linfatica cronica a cellule B (LLC-B) e T (LLC-T), malattia di Waldenstrom, linfomi non Hodgkin , sindrome di Sézary e leucemia cellula capellute.
L’introduzione di questa classe di farmaci ha rivoluzionato la terapia delle malattie linfoproliferative indolenti.
Sono tuttavia farmaci dal costo elevato e, recentemente, i supposti benefici degli analoghi delle purine, quando prescritti in prima linea al posto degli alchilanti nella LLC-B, sono stati messi in discussione.
Provocano uno stato di grave e persistente immunodepressione, alla patogenesi del quale concorrono la linfocitopenia CD4, l’ipogammaglobulinemia, la neutropenia, lo stadio avanzato della malattia, l’età avanzata dei pazienti.
Molteplici sono stati i fattori di rischio identificati nei numerosi studi. Questi fattori possono essere utilizzati per costruire dei modelli prognostici che aiutano a calcolare il rischio di complicanze infettive e la probabilità che i pazienti a maggior rischio possano beneficiare da una profilassi antibiotica, antivirale, antifungina, antimicobaterica, a seconda del caso.
Le infezioni sono generalmente causate da batteri capsulati, ma soprattutto a distanza di tempo dal termine della terapia, aumenta la frequenza di infezioni opportunistiche causate da Pneumocistys carinii, herpes zoster varicella, Candida spp e altri funghi.
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Terapia delle infezioni nei pazienti con leucemia linfatica cronica trattati con analoghi delle purine
0Gli analoghi delle purine – fludarabina, cladribina e pentostatina sono utilizzati nella terapia di numerose neoplasie ematologiche, comprese molte delle malattie linfoproliferative croniche fra le quali ricordiamo: leucemia linfatica cronica a cellule B (LLC-B) e T (LLC-T), malattia di Waldenstrom, linfomi non Hodgkin , sindrome di Sézary e leucemia cellula capellute.
L’introduzione di questa classe di farmaci ha rivoluzionato la terapia delle malattie linfoproliferative indolenti. Sono tuttavia farmaci dal costo elevato e, recentemente, i supposti benefici degli analoghi delle purine, quando prescritti in prima linea al posto degli alchilanti nella LLC-B, sono stati messi in discussione.
Provocano uno stato di grave e persistente immunodepressione, alla patogenesi del quale concorrono la linfocitopenia CD4, l’ipogammaglobulinemia, la neutropenia, lo stadio avanzato della malattia, l’età avanzata dei pazienti.
Molteplici sono stati i fattori di rischio identificati nei numerosi studi. Questi fattori possono essere utilizzati per costruire dei modelli prognostici che aiutano a calcolare il rischio di complicanze infettive e la probabilità che i pazienti a maggior rischio possano beneficiare da una profilassi antibiotica, antivirale, antifungina, antimicobaterica, a seconda del caso.
Le infezioni sono generalmente causate da batteri capsulati, ma soprattutto a distanza di tempo dal termine della terapia, aumenta la frequenza di infezioni opportunistiche causate da Pneumocistys carinii, herpes zoster varicella, Candida spp e altri funghi.
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Incidenza di seconde neoplasie primitive in una popolazione di pazienti affetti da hairy cell leukemia
0La leucemia a cellule capellute (Hairy Cell Leukemia,HCL) è una neoplasia dei linfociti B maturi che costituisce circa il 2% di tutte le leucemie. La sopravvivenza è notevolmente migliorata dopo l’introduzione in terapia degli analoghi delle purine e dell’interferone alfa.
Anche se non tutti gli autori sono concordi, il trattamento con questi farmaci sembra essere associato con aumentato rischio di seconde neoplasie. Infatti, il rischio relativo di seconde neoplasie riportato nelle casistiche di HCL varia dallo 0,95% al 4,33 %. Questi studi tipicamente erano basati su piccoli numeri, con l’eccezione di uno studio su oltre mille pazienti con HCL nei quali il rischio standardizzato di seconde neoplasie era uguale a 1,0 (IC 95% = 0,74-1,33). Il rischio di seconde neoplasie nei pazienti con HCL è stato principalmente attribuito alla diminuzione della funzione dei linfociti T causata dalla chemioterapia e dalle disfunzioni del sistema immunitario associate con la malattia di base.
Gli autori di questo studio hanno intrapreso uno studio retrospettivo per valutare il rischio di seconde neoplasie primitive, la sede specifica delle stesse e la mortalità causa-specifica nei pazienti con HCL, secondo l’età dei pazienti, l’anno di calendario della diagnosi, il trattamento iniziale, la durata del follow-up. I dati dei pazienti erano contenuti nel database del the Surveillance, Epidemiology and End Results (SEER) Program degli USA e riferiti al periodo compreso fra il 1973 ed il 2002. (continua…)