La recidiva della trombosi venosa occorre in circa il 30% dei pazienti che sospendono terapia anticoagulante orale (TAO).

Molti fattori sono stati associati con il rischio di recidiva, compresi:

  • la trombosi delle vene prossimali rispetto a quelle distali;
  • il sesso maschile;
  • l’indice di massa corporea superiore a 30.

Sebbene la prosecuzione della terapia anticoagulante orale diminuisca il rischio di recidiva della malattia tromboembolica venosa, il trattamento a lungo termine con la warfarina non è conveniente ed è associato con un rischio compreso fra 1 e 3% per emorragie maggiori. Identificare i pazienti il cui rischio di recidiva è basso, e la cui terapia anticoagulante può essere sospesa con una certa sicurezza, rappresenta pertanto una priorità. Poiché i livelli di D-dimero rappresentano un marcatore di rischio trombotico, in quanto i suoi livelli aumentano i pazienti con malattia tromboembolica acuta, il dosaggio di questo fattore può essere utile per decidere se sospendere o no la terapia nel singolo paziente. (continua…)

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