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Darbepoetina alfa in pazienti con diabete tipo 2 ed insufficienza renale cronica
0Il diabete mellito tipo 2 e l’insufficienza renale cronica sono fattori indipendenti di rischio cardiovascolari e spesso coesistono nello stesso paziente. La dislipidemia e l’ipertensione arteriosa aumentano il rischio di eventi cardiovascolari fatali e non fatali nei pazienti con nefropatia diabetica, ma oggi disponiamo di farmaci efficaci che consentono di ridurre il rischio associati con la presenza di questi fattori di rischio classici e di rallentare la progressione verso l’insufficienza renale cronica terminale. Numerosi studi osservazionali hanno negli ultimi anni evidenziato il ruolo indipendente dell’anemia come fattore prognostico associato con un più elevato tasso di eventi cardiovascolari e renali, specialmente in soggetti diabetici. È sorprendente, tuttavia che, sebbene terapie altamente efficaci per l’anemia siano disponibili da oltre 20 anni, non si abbiano ancora dati certi che ci consentano di affermare se il trattamento dell’anemia abbia nella popolazione dei nefropatici anemici effetti benefici simili a quelli apportati dalla terapia dei fattori di rischio classici. (continua…)
L’eritropoietina e gli altri farmaci stimolanti l’eritropoiesi riducono la sopravvivenza ed aumentano il rischio di trombosi venosa nei pazienti con anemia da cancro
0Fin dalla sua iniziale approvazione per la terapia dell’anemia secondaria alla chemioterapia, l’ eritropoietina suscitò preoccupazioni circa l’aumentato rischio di tromboembolismo venoso e di progressione tumorale.
Due studi pubblicati nel 2003 segnalarono una riduzione della sopravvivenza nei pazienti con cancro della mammella trattati con eritropoietina e chemioterapia, ed in pazienti con cancro della regione testa-collo sottoposti a radioterapia. Altri studi segnalarono un aumentato rischio di trombosi associato con l’uso di eritropoietina ma non identificarono un aumentato rischio di mortalità. Nel 2006 una revisione operata da studiosi appartenenti alla Cochrane aveva già segnalato qualche preoccupazione nei pazienti oncologici trattati con eritropoietina.
Gli autori dello studio che stiamo esaminando hanno rivisto i risultati delle ricerche compiute a partire dal 1985 fino al gennaio 2008, identificando circa 50 studi clinici il cui endpoint era la sopravvivenza, per un totale di 13611 pazienti con cancro trattati in studi di fase III. Il rischio di trombosi fu valutato in 38 studi di fase III per un numero complessivo di 8172 pazienti. Naturalmente, gli studi erano molto diversi fra di loro rispetto al farmaco utilizzato, al numero di pazienti trattati, alla durata del trattamento, alla terapia antineoplastica attuata e, naturalmente, per il tipo istologico di cancro. (continua…)
Le eritropoietine nei pazienti affetti da neoplasie: raccomandazioni ESMO per l’uso
0L’anemia da cancro è definita come una diminuzione dell’emoglobina al di sotto del limite inferiore normale causata direttamente dalla malattia neoplastica o dalla terapia. Una lieve anemia è definita da un’emoglobina superiore a 10 grammi e inferiore a 11,9 grammi/decilitro; un’anemia moderata come emoglobina superiore a 8 grammi e inferiore a 9,9 grammi/dL, mentre si parla d’anemia grave quando l’emoglobina è inferiore a 8 g/dL.
Incidenza e prevalenza dell’anemia nei pazienti neoplastici
Anemia da cancro è presente in circa il 40% dei pazienti neoplastici. L’anemia è di lieve entità nel 30% dei casi; moderata nel 9% e severa nell’un per cento dei pazienti.
Globalmente l’incidenza della anemia durante la chemioterapia o la radioterapia è del 54% (lieve 39%, moderata 14%, e grave 1%). L’incidenza è più elevata nel cancro polmonare (71%) e nei cancri ginecologici (65%) ed aumenta con il numero dei cicli di chemioterapia.
L’anemia di grado elevato ha un impatto negativo sulla qualità di vita ed è uno dei principali, sebbene non il solo motivo di fatica, uno dei più frequenti e importanti sintomi del cancro. (continua…)
Il trattamento con farmaci stimolanti l’eritropiesi migliora la fatigue degli anziani
0L’anemia delle malattie croniche, nota anche come anemia delle infiammazioni croniche, è frequente negli anziani, in conseguenza dell’aumentata prevalenza di malattie croniche e di condizioni infiammatorie in questo gruppo di pazienti. I meccanismi alla base dell’anemia associata con le malattie croniche sono stati studiati a lungo sono molteplici e comprendono l’alterato riciclo del ferro nell’eritropoiesi, la ridotta produzione di eritropoietina in risposta all’ipossia anemica, una diminuzione della durata di vita dei globuli rossi a causa di citochine infiammatorie, o una combinazione di tutti questi meccanismi. In circa il 34% dei pazienti anziani con anemia, i bassi livelli di emoglobina non hanno una chiara eziologia e sono stati definiti come anemia idiopatica dell’età avanzata (1, 4). Indipendentemente dalla causa, la maggioranza delle anemie nelle persone anziane è di lieve entità, con emoglobina compresa fra 11 e 12 grammi/decilitro. (continua…)
Darbepoetina alfa in pazienti con scompenso cardiaco sintomatico ed anemia: i risultati dello studio randomizzato Study of Anemia in Heart Failure Trial (STAMINA-HeFT).
0Nei pazienti con scompenso cardiaco l’anemia è frequente ed associata con una maggiore gravità dei sintomi, una ridotta funzionalità, diminuzione della capacità di esercizio, declino cognitivo, peggiore qualità di vita. Inoltre l’anemia, è stata identificata come un fattore indipendente di rischio molto potente per la morbilità e la mortalità nei pazienti con scompenso cardiaco (1, 2, 8-13). A causa del suo potenziale contributo sia i sintomi sia la progressione dello scompenso cardiaco, l’anemia , recentemente, ha attirato l’interesse dei ricercatori come una potenziale terapia per lo scompenso cardiaco.
Studi preliminari, condotti generalmente in singoli centri, avevano dimostrato che l’anemia dei pazienti con scompenso cardiaco risponde al trattamento con gli essa i quali possono migliorare la tolleranza all’esercizio fisico (14), la funzione renale e cardiaca e riducono la necessità dell’uso di diuretici o il numero e la durata dei ricoveri ospedalieri (3, 15). Sebbene molto incoraggianti, questi piccoli studi avevano una durata troppo breve e non erano disegnati in modo apposito per fornire dati conclusivi sulla tollerabilità e sulla efficacia clinica degli essa. Nondimeno, oltre alla forte associazione dell’anemia con outcome sfavorevoli, i dati supportano l’ipotesi che il trattamento dell’anemia potrebbe migliorare lo stato funzionale e gli outcome in pazienti con scompenso cardiaco. (continua…)
La darbepoetina alfa, una varietà di eritropoietina ricombinante ha un ruolo nella terapia dell'anemia dei pazienti diabetici con insufficienza renale cronica non sottoposti ad emodialisi?
0L’eritropoietina umana ricombinante, o le sue diverse varianti note anche come agenti stimolanti l’eritropoiesi (ESA, Erythropoiesis Stimultating Agents), sono attualmente in uso clinico. L’uso degli ESA è molto frequente nei pazienti con malattia renale allo stadio terminale, e le dosi di ESA somministrate nel tempo al pari dei livelli di emoglobina considerati come l’obiettivo ideale da ottenere. Paradossalmente, e sebbene gli ESA siano ampiamente utilizzati, alcuni studi hanno sollevato dubbi e preoccupazioni circa l’utilizzo degli ESA per normalizzare i livelli di emoglobina nei pazienti con malattia renale e anemia.
(continua…)