Posts tagged dialisi

Prevenzione della nefropatia da mezzo di contrasto

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Idratazione
L’idratazione è considerata un mezzo efficace per ridurre il rischio di nefropatia da mezzo di contrasto. L’idratazione è un mezzo economico, a basso rischio e probabilmente efficace sulla base di considerazioni fisiologiche: l’idratazione riduce la concentrazione del mezzo di contrasto iodato nella circolazione e nei tubuli renali, pertanto riducendo la concentrazione alla quale i reni sono esposti. Sebbene l’ idratazione endovenosa sembra di ridurre maggiormente il rischio di nefropatia di contrasto rispetto alla sola idratazione orale, la maggior parte degli esperti raccomanda di bere a volontà nelle 12 ore precedenti e dopo la somministrazione del mezzo di contrasto.

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Nefropatia da mezzo di contrasto – Definizione ed incidenza

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La nefropatia da mezzo di contrasto è definita come una forma acuta di danno renale causata dall’esposizione alla somministrazione endovenosa di mezzo di contrasto iodato. La nefropatia da mezzo di contrasto rappresenta la 3ª causa più frequente d’insufficienza renale nei pazienti ricoverati in ospedale, spiegando il 12% di tutti i casi ed essendo associata con un elevato tasso di morbilità e mortalità.
Negli ultimi anni è aumentato notevolmente il ricorso all’uso della tomografia computerizzata, soprattutto in pazienti anziani che, in media, hanno 3-4 patologie concomitanti. Considerando che con il passare degli anni si assiste ad un declino fisiologico della funzione renale, si comprende come la popolazione anziana sia a maggior rischio di nefropatia da contrasto. Pertanto è importante conoscere l’incidenza, l’impatto, i fattori di rischio per questo tipo di nefropatia oltre alle misure utili per ridurre il rischio nei pazienti che si sottopongono a procedure radiologiche con mezzo di contrasto.

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Riconoscimento del recupero della funzione renale nei pazienti in dialisi e successivo monitoraggio

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Attualmente, non esistono linee guida riguardo il monitoraggio del recupero della funzione renale nei pazienti sottoposti a dialisi. La storia naturale della malattia che ha causato il ricorso alla dialisi può essere molto differente nei pazienti che sviluppano insufficienza renale terminale a causa di danno acuto rispetto a quelli che la sviluppano a causa di una nefropatia cronica lentamente progressiva. Pertanto, diversi approcci per identificare il recupero della funzione renale e diverse terapie devono essere considerati.

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Reversibilità dell’insufficienza renale nei pazienti dializzati -Effetti del tipo di dialisi

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È molto difficile paragonare la frequenza del recupero della funzione renale nei pazienti in emodialisi ed in quelli in dialisi peritoneale. In alcuni studi è stato suggerito che i pazienti con insufficienza renale terminale causata da alcune patologie particolari hanno un’elevata probabilità di recupero, e che la dialisi peritoneale potrebbe essere la modalità più vantaggiosa.

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La reversibilità dell’insufficienza renale nei pazienti dializzati non è un evento così raro

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Il recupero della funzione renale dei pazienti sottoposti a dialisi di mantenimento, sebbene sia molto frequente, non dovrebbe tuttavia essere considerato una rarità, particolarmente quando l’insufficienza renale terminale sia causata da alcune patologie renali particolari.
Le linee guida per l’inizio dell’emodialisi nei pazienti affetti da insufficienza renale cronica non sono state chiaramente definite. La velocità di filtrazione glomerulare media stimata all’inizio della terapia sostitutiva renale è di circa 10 ml/minuto/1,73 m2, ma la scelta del momento migliore per iniziare la terapia sostitutiva renale nel singolo paziente è influenzata da diversi fattori individuali. È generalmente accettato che i pazienti che rimangono in dialisi per più di 90 giorni siano classificati come affetti da insufficienza renale terminale.

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Amiloidosi da dialisi

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L’amiloidosi da dialisi o da beta-2 microglobulina (B2M) si osserva nei pazienti in emodialisi permanente, meno frequentemente in pazienti sottoposti a dialisi peritoneale.
Raramente l’amiloidosi è stata descritta in individui con insufficienza renale cronica in terapia conservativa. Le principali manifestazioni cliniche comprendono la sindrome del tunnel carpale, cisti ossee, artrosi vertebrale, fratture patologiche, artriti, specialmente nella forma della periartrite scapolo omerale.
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Dialisi: emodialisi e dialisi extracorporea

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La dialisi consiste nella purificazione del sangue almeno tre volte alla settimana attraverso il rene artificiale. Si ricorre alla dialisi in caso di un’insufficienza renale grave acuta o cronica. Ogni seduta dialitica dura dalle quattro alle sei ore. Durante la procedura il sangue, carico di scorie, subisce una depurazione attraverso un complesso sistema di filtri dopodiché è rimesso in circolo.
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