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Riconoscimento del recupero della funzione renale nei pazienti in dialisi e successivo monitoraggio
0Attualmente, non esistono linee guida riguardo il monitoraggio del recupero della funzione renale nei pazienti sottoposti a dialisi. La storia naturale della malattia che ha causato il ricorso alla dialisi può essere molto differente nei pazienti che sviluppano insufficienza renale terminale a causa di danno acuto rispetto a quelli che la sviluppano a causa di una nefropatia cronica lentamente progressiva. Pertanto, diversi approcci per identificare il recupero della funzione renale e diverse terapie devono essere considerati.
Reversibilità dell’insufficienza renale nei pazienti dializzati -Effetti del tipo di dialisi
0È molto difficile paragonare la frequenza del recupero della funzione renale nei pazienti in emodialisi ed in quelli in dialisi peritoneale. In alcuni studi è stato suggerito che i pazienti con insufficienza renale terminale causata da alcune patologie particolari hanno un’elevata probabilità di recupero, e che la dialisi peritoneale potrebbe essere la modalità più vantaggiosa.
La reversibilità dell’insufficienza renale nei pazienti dializzati non è un evento così raro
0Il recupero della funzione renale dei pazienti sottoposti a dialisi di mantenimento, sebbene sia molto frequente, non dovrebbe tuttavia essere considerato una rarità, particolarmente quando l’insufficienza renale terminale sia causata da alcune patologie renali particolari.
Le linee guida per l’inizio dell’emodialisi nei pazienti affetti da insufficienza renale cronica non sono state chiaramente definite. La velocità di filtrazione glomerulare media stimata all’inizio della terapia sostitutiva renale è di circa 10 ml/minuto/1,73 m2, ma la scelta del momento migliore per iniziare la terapia sostitutiva renale nel singolo paziente è influenzata da diversi fattori individuali. È generalmente accettato che i pazienti che rimangono in dialisi per più di 90 giorni siano classificati come affetti da insufficienza renale terminale.
Darbepoetina alfa in pazienti con diabete tipo 2 ed insufficienza renale cronica
0Il diabete mellito tipo 2 e l’insufficienza renale cronica sono fattori indipendenti di rischio cardiovascolari e spesso coesistono nello stesso paziente. La dislipidemia e l’ipertensione arteriosa aumentano il rischio di eventi cardiovascolari fatali e non fatali nei pazienti con nefropatia diabetica, ma oggi disponiamo di farmaci efficaci che consentono di ridurre il rischio associati con la presenza di questi fattori di rischio classici e di rallentare la progressione verso l’insufficienza renale cronica terminale. Numerosi studi osservazionali hanno negli ultimi anni evidenziato il ruolo indipendente dell’anemia come fattore prognostico associato con un più elevato tasso di eventi cardiovascolari e renali, specialmente in soggetti diabetici. È sorprendente, tuttavia che, sebbene terapie altamente efficaci per l’anemia siano disponibili da oltre 20 anni, non si abbiano ancora dati certi che ci consentano di affermare se il trattamento dell’anemia abbia nella popolazione dei nefropatici anemici effetti benefici simili a quelli apportati dalla terapia dei fattori di rischio classici. (continua…)
La vaccinazione antinfluenzale nei pazienti in emodialisi
0Complesse e multifattoriali sono le cause di disfunzione immunitaria nei pazienti in emodialisi: difetti di attivazione del complemento, della funzione dei neutrofili e dei linfociti B e T, deficit anticorpali Le infezioni sono la seconda causa di morte nei pazienti in dialisi Rispetto alla popolazione generale, le infezioni polmonare uccidono molti più pazienti dializzati ed anche tassi di mortalità da sepsi sono più elevati. Tuttavia, non esistono dati sulla frequenza specifiche delle infezioni influenzali e sui tassi di mortalità per influenza specifici in questa popolazione di pazienti. (continua…)
Amiloidosi da dialisi
0L’amiloidosi da dialisi o da beta-2 microglobulina (B2M) si osserva nei pazienti in emodialisi permanente, meno frequentemente in pazienti sottoposti a dialisi peritoneale.
Raramente l’amiloidosi è stata descritta in individui con insufficienza renale cronica in terapia conservativa. Le principali manifestazioni cliniche comprendono la sindrome del tunnel carpale, cisti ossee, artrosi vertebrale, fratture patologiche, artriti, specialmente nella forma della periartrite scapolo omerale.
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Dialisi ed esercizio muscolare
0La consuzione del muscolo scheletrico è frequente ed inizia insidiosamente nei pazienti sottoposti a trattamento emodialitico di manutenzione pe ril trattamento dell’insufficienza renale cronica terminale.
L’obiettivo dello studio di Cheema et al. era di determinare se 12 settimane di esercizio fisico di resistenza ad alta intensità e progressivo, effettuato durante il trattamento di emodialisi di routine, poteva migliorare la quantità e la qualità del muscolo scheletrico rispetto al gruppo di controllo.
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