Posts tagged eparina

Osteoporosi da farmaci antitrombotci ed anticoagulanti

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I farmaci antitrombotci ed anticoagulanti orali sono usati spesso nei soggetti più anziani per prevenire o curare una trombosi venosa profonda la tromboembolia cerebrale e sistemica in pazienti con fibrillazione atriale. Dati più solidi sono disponibili per l’eparina non frazionata, mentre i rapporti fra osteoporosi ed eparine a basso peso molecolare (EBPM) o anticoagulanti orali sono scarsamente concordanti nei diversi studi. (continua…)

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Osteoporosi da farmaci psicotropi e anticonvulsivanti

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Alcune classi di farmaci i cui effetti principali sono a carico del sistema nervoso centrale alterano il metabolismo scheletrico. Ciò ha notevole rilevanza clinica perché i pazienti che assumono questi farmaci sono spesso persone anziane e fragili, con una propensione a cadere e, di conseguenza, alle fratture. (continua…)

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Epidemia di reazioni avverse causate da eparina contaminata da condroitinsolfato ipersolfato

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L’eparina non frazionata è un anticoagulante utilizzato per prevenire o trattare le malattie tromboemboliche. È anche comunemente utilizzata per prevenire la coagulazione del sangue durante la circolazione extracorporea dell’emodialisi e della cardiochirurgia, e per mantenere la pervietà dei cateteri endovenosi.

Chimicamente l’eparina è una miscela eterogenea di polisaccaridi solforati; la sua principale attività anticoagulante è mediata dall’attivazione dell’antitrombina. L’eparina disponibile commercialmente è derivata da tessuti animali; soltanto l’eparina di derivazione porcina è approvata per la vendita negli Stati Uniti. Sebbene la piastrinopenia da eparina sia una complicanza immunologica ben descritta nei pazienti che ricevono eparina, le reazioni da ipersensibilità immediata (esantema, broncospasmo, angioedema, anafilassi) direttamente attribuibili all’ eparina sono state raramente riportate. (continua…)

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Terapia con idraparinux del tromboembolismo venoso (trombosi venosa profonda ed embolia polmonare)

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La terapia standard per la TROMBOSI VENOSA PROFONDA (TVP) e l’embolia polmonare (epa) è rappresentata da un’iniziale ciclo di eparina non frazionata o a basso peso molecolare (EBPM) seguito da un periodo di 3-12 mesi di terapia anticoagulante orale (TAO) (1-2). Questo approccio è efficace ma richiede il monitoraggio continuativo ed il costante adeguamento delle dosi di TAO.

L’idraparinux (Sanofi-aventis) è un nuovo pentasaccaride sintetico che inibisce il fattore X attivato (Xa) della coagulazione ed è diverso dal fondaparinux per avere una emivita notevololmente più lunga. Questa proprietà permette la somministrazione di una dose fissa per via sottocutanea una volta alla settimana. (continua…)

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Trombosi venosa profonda e cancro: raccomandazioni cliniche ESMO per la profilassi, la diagnosi e terapia

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L’attivazione della coagulazione si osserva in circa il 90% dei pazienti neoplastici anche se soltanto il 4-15% di loro sviluppa una trombosi venosa profonda (TVP) e/o embolia polmonare. L’incidenza di malattia tromboembolica venosa (MTEV) è difficile da calcolare per ogni singolo istotipo a causa della notevole variabilità degli studi clinici finora condotti.

Diagnosi di MTEV nelle neoplasie occulte

C’è unanime accordo che la trombosi idiopatica comporta una aumentato rischio di neoplasia occulta. Una frazione di queste neoplasie può essere scoperta con le indagini di routine compiute al momento della diagnosi di trombosi. Ad oggi non è stato dimostrato alcun vantaggio in termini di miglioramento della sopravvivenza globale dallo screening esteso con metodiche diagnostiche anche invasive e con un follow-up intensivo. L’approccio diagnostico a questi pazienti dovrebbe essere limitato ad una radiografia del torace dopo un’anamnesi ed un esame obiettivo molto attento, la ricerca del sangue occulto fecale, ad una visita urologica nell’uomo ed una ginecologica nella donna. Il ricorso a metodiche più costose quali TAC, endoscopia digestiva o marcatori tumorali dovrebbe avvenire soltanto in caso di un elevato e fondato sospetto clinico di cancro occulto (II,C). (continua…)

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La piastrinopenia da eparina

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Una lieve piastrinopenia, con numero di piastrine che rimane in genere supriore a 100.000 plt/mcl, rappresenta un frequente riscontro nei primi giorni di terapia eparinica . Esistono due tipi principali di piastrinopenia causate dall’eparina:

A. Tipo 1: nella maggioranza dei casi la caduta della conta piastrinica si osserva nei primi due giorni dall’inizio della terapia; quasi sempre le piastrine risalgono spontaneamente a valori normali nonostante il proseguimento della terapia stessa. Questo tipo di piastrinopenia “precoce” non è di importanza clinica in quanto non provoca conseguenze per il paziente.

B. Tipo 2: si verifica nello 0,5-3% dei pazienti in eparina, ed è caratterizzata tipicamente da una diminuzione meno rapida del numero delle piastrine, di solito osservata fra il 4° ed il 10° giorno dopo l’inizio del farmaco. Questa forma molto più seria di piastrinopenia è dovuta alla formazione, da parte del sistema immunitario del paziente, di autoanticorpi diretti contro il complesso eparina/anti fattore piastrinico 4 (continua…)

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Le eparine a basso peso molecolare

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Le eparine a basso peso molecolare, anche note con la sigla EBPM, sono derivate con metodi chimici o enzimatici dall’eparina standard (non frazionata). Questi metodi consentono di ottenere delle molecole di minori dimensioni (minor peso molecolare) che hanno numerosi vantaggi rispetto all’eparina standard.
Le EBPM hanno differenti proprietà biochimiche e farmacologiche e non sono intercambiabili fra di loro. Quindi ogni preparato deve essere valutato in studi clinici adeguati che valutino non solo l’efficacia clinica anticoagulante di ogni preparato, ma anche gli effetti collaterali.
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Ruolo dell'endotelio nell'aterosclerosi e nella trombolisi

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La trombolisi, il processo che porta alla dissoluzione del trombo o più specificamente alla frammentazione  del reticolo di fibrina (fibrinolisi), costituisce una componente critica della normale emostasi (1).
Se non ci fosse un sistema fibrinolitico intatto, persino un trombo di minuscole  dimensioni,come quello  richiesto per bloccare  la fuoriuscita di sangue dopo  lesioni vascolari insignificanti  progredirebbe rapidamente fino a compromettere il flusso ematico. Quindi la fibrinolisi intravascolare rappresenta,da un punto di vista teleologico, un meccanismo di difesa vitale, prevenendo l’attivazione dell’emostasi in organi vitali, per esempio nel letto arterioso coronarico o cerebrale.

Le migliorate conoscenze della fibrinolisi hanno portato alla produzione di nuovi farmaci trombolitici e fibrinolitici che possono essere utilizzati a scopo terapeutico in diverse malattie trombotiche quali infarto del miocardio, ictus ed embolia polmonare.
Fino ad oggi, i farmaci trombolitici sono stati utilizzati soprattutto nel trattamento precoce dell’infarto miocardico e, più recentmente, dell’ictus ischemico.
In questo studio analizzeremo le funzioni fondamentali dell’endotelio vascolare ed i meccanismi della trombosi. Seguirà una discussione dei meccanismi e dei fattori che influenzano la trombolisi.

L’endotelio vascolare

L’endotelio  è stato considerato a lungo come un condotto  inerte simile ad una membrana di cellofan che riveste  il sistema circolatorio la cui  funzione essenziale è il mantenimento della permeabilità della parete del vaso.
Studi successivi hanno portato  all’opinione corrente dell’endotelio come un organo dinamico, eterogeneo, diffuso che possiede funzioni secretive, sintetiche, metaboliche ed immunologiche vitali.
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Lupus anticoagulant ed anticorpi antifosfolipidi – Terminologia

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Il termine di “Lupus anticoagulant” fu proposto nel 1972 da Feinstein e Rapaport per descrivere una categoria di inibitori circolanti della coagulazione, osservati per la prima volta nel lupus eritematoso e che presto vennero associati a fenomeni trombotici in questi pazienti.
Gli anticoagulanti lupici sono membri del gruppo degli anticorpi antifosfolipidi (AAF). Gli AAF sono immunoglobuline di vario isotipo (IgG,IgM, IgA): le prime due classi immunoglobuliniche sono le più frequenti.
(continua…)

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