Posts tagged fibrinogeno

Amiloidosi renale

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I reni costituiscono una delle sedi preferite per i depositi di amiloide.
Oltre alle amiloidosi sistemiche acquisite, esistono alcune forme specifiche ereditarie che interessano in modo clinicamente prevalente il rene.

Queste ultime sono forme trasmesse come carattere autosomico dominante e derivano dalla mutazione di varie proteine fisiologicamente importanti: fibrinogeno, lisozima, apolipoproteina A-1 e 2 e transtiretina sono le più importanti.

” Il microscopio ottico nell’amiloidosi renale rivela tipicamente depositi glomerulari diffusi di materiale amorfo jalino, inizialmente nel mesangio e quindi nelle anse capillari. I depositi di amiloide sono anche osservati nelle pareti arteriose e nella membrana basale tubulare. La microscopia in immunofluorescenza è negativa per le immunoglobuline ed il complemento nell’amiloidosi secondaria, ma è tipicamente positiva per le catene leggere monoclonali k o l nella forma primitiva.

Fra le forme acquisite sistemiche con interessamento renale ricordiamo: l’amiloidosi da deposito di catene leggere monoclonali, quale si osserva in alcuni soggetti con mieloma multiplo o altra gammapatia monoclonale, e l’amiloidosi secondaria a numerose malattie infiammatorie croniche, prima fra tutte l’artrite reumatoide.

In questo articolo discutiamo la patogenesi e le caratteristiche delle amiloidosi che si manifestano con danno prevalentemente renale. Sono passate in rassegna anche le principali opazientioni terapeutiche compreso il trapianto di rene e di midollo nei casi di amiloidosi associata a mieloma multiplo.

Uno studio recentemente pubblicato ha evidenziato un rallentamento della progressione dell’insufficienza renale nei pazienti con amiloidosi AA trattati con eprodisato sodico. Le manifestazioni cliniche della malattia renale sono diverse a seconda del sito di deposito delle fibrille:glomeruli, lume tubulare, pareti tubulari, parete vascolare.

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La patogenesi delle amiloidosi

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Con il termine di amiloidosi si intende un gruppo eterogeneo di disordini del metabolismo proteico accomunati dal deposito in sede extracellulare di fibrille proteiche insolubili.

Queste rare malattie, alcune delle quali sono congenite ed ereditarie, sono considerate la conseguenza di anomalie del ripiegamento (folding) proteico. Si conoscono circa 20 proteine, che in determinate condizioni possono acquisire la capacita di depositarsi in forma di amiloide nei tessuti, soprattutto reni, cuore, sistema nervoso.
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Le amiloidosi ereditarie

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Le amiloidosi ereditarie sono malattie molto rare, causate da mutazioni a carico di geni che codificano per precursori proteici che, in determinate condizioni, possono assumere la capacità di formare fibrille che depositano nei tessuti.
Alcune di queste proteine come il fibrinogeno, il lisozima, la transtiretina circololano nel plasma e svolgono importani funzioni fisiologiche.
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Elevata prevalenza di disfibrinogenemia in pazienti con ipertensione polmonare cronica tromboembolica

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Il meccanismo della ipertensione polmonare cronica tromboembolica è ignoto, ed è difficile prevedere e prevenire l’ ipertensione polmonare cronica tromboembolica dopo embolia polmonare acuta.

Studi recenti hanno evidenziato che il fibrinogeno di pazienti con ipertensione polmonare cronica tromboembolica è parzialmente resistente alla lisi da plasmina in vitro, suggerendo che anomalia funzionali o strutturali del fibrinogeno possano conferire resistenza alla fibrinolisi in vivo e rappresentare un importante meccanismo patogenetico per la comparsa di ipertensione polmonare cronica tromboembolica. L’abnorme fibrina potrebbe persistere nel coagulo tromboembolico e stimolarne il rimodellamento all’interno della parete vascolare. (continua…)

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La diagnosi di laboratorio dei difetti congeniti del fibrinogeno

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Il laboratorio della coagulazione ha un ruolo fondamentale nella diagnosi dei difetti congeniti congeniti del fibrinogeno
Afibrinogenemia

L’assenza completa o quasi di fibrinogeno nei test immunologici è essenziale per la diagnosi di afibrinogenemia congenita. Infatti, l’afibrinogenemia (stato di omozigosi o eterozigosi composita) è definita come livelli di fibrinogeno immunoreattivo inferiori a 0,1 g/L). Tutti i test della coagulazione che dipendono dalla formazione di fibrina – il tempo di protrombina (PT), il tempo di tromboplastina parziale attivato (aPTT), il tempo di trombina (TT) ed il tempo di reptilase – sono prolungati all’infinito. Il fibrinogeno non è misurabile nei con i testi funzionali (Clauss) né con quelli immunologici.

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Manifestazioni cliniche dei difetti congeniti del fibrinogeno (afibrinogenemia, ipofibrinogenemia, disfibrinogenemia, ipodisfibrinogenemia)

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L’afibrinogenemia congenita, la forma più grave del deficit di fibrinogeno, è definita come l’assenza completa del fibrinogeno nel plasma. L’afibrinogenemia compare in pazienti omozigoti o eterozigoti composti per mutazioni null che allo stato eterozigote determinano il fenotipo noto come ipofibrinognemia. Descritta per la prima volta nel 1920 da Rabe e Salmon, l’afibrinogenemia ha una prevalenza stimata di 1 caso su 1.000.000. (continua…)

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Le basi molecolari dei difetti congeniti del fibrinogeno

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L’afibrinogenemia, classificata come un difetto congenito di tipo I (o quantitativo) del fibrinogeno, è la conseguenza di mutazioni che alterano uno o più dei processi che si concludono con l’immissione del fibrinogeno in circolo: la sintesi del fibrinogeno, il suo assemblaggio, l’elaborazione intracellulare della molecola (con o senza ritenzione nel reticolo endoplasmatico), la stabilità dei domini, la secrezione extracellulare.
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Il fibrinogeno: struttura e funzione di una proteina essenziale non solo per la coagulazione e l'emostasi

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Il fibrinogeno è una complessa molecola sintetizzata principalmente nel fegato, con un peso molecolare di 340.000 Dalton; è un esamero composto da 2 subunità identiche, ognuna delle quali è composta da 3 catene polipeptidiche (Aalfa, Bbeta e gamma codificate da 3 distinti geni situati sul braccio lungo del cromosoma 4. Anche se la funzione principale del fibrinogeno è la formazione del coagulo di fibrina, la molecola interviene anche nell’aggregazione piastrinica e nella fibrinolisi. Altre importanti funzioni del fibrinogeno sono la partecipazione nelle interazioni cellule-matrice attraverso il suo legame con l’eparina, la fibronectina e le molecole di adesione cellulare; la modulazione dell’angiogenesi e della proliferazione cellulare, la guarigione delle ferite, la progressione tumorale, la metastasi delle cellule neoplastiche.
(continua…)

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