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Varianti del gene HMGA1 sono presenti in circa il 10% dei pazienti affetti da diabete mellito di tipo 2
0Una variante del gene HMGA1 ricorre molto più frequentemente in pazienti con diabete mellito tipo 2 (DM) di pelle bianca e di discendenza europea rispetto ai pazienti di controllo, secondo un gruppo di ricercatori italiani che ha collabora con colleghi degli Stati Uniti e della Francia per condurre una ricerca genetica.
La variante genetica, designata IVS5-13insC, compromette la funzione della proteina HMGA1, un cofattore d’attivazione genica che regola l’espressione del gene del recettore dell’insulina (INSR). La rara variante HMGA1 (c. 369del *), già segnalata in 2 pazienti, è stata associata con la diminuzione dell’espressione di INSR nei soggetti insulino-resistenti con geni INSR normali.
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Alcuni pazienti affetti da linfoma non Hodgkin hanno mutazioni della perforina
0La perforina è una proteina citoplasmatica di 555 aminoacidi espressa principalmente dai linfociti T citotossici attivati e dalle cellule natural killer. La perforina svolge un ruolo importante nella sorveglianza immunitaria e nella lisi cellulare. Nelle cellule natural killer e nei linfociti T citotossici la perforina è depositata all’interno di granuli citoplasmatici e viene liberata in seguito all’attivazione cellulare nell’ambiente extracellulare. La sua funzione principale è di formare dei pori nella membrana cellulare e permettere l’ingresso di enzimi citolitici come i granzimi nelle cellule bersaglio, dove essi provocano la morte cellulare per lisi osmotica ed apoptosi.
Linfociti B con il fenotipo tipico della leucemia linfatica cronica sono presenti in alcuni soggetti normali asintomatici
0Espansioni monoclonali di cellule B si osservano in individui sani e nelle famiglie con LLC, in qualche caso con uno fenotipo molto simile a quelle delle LLC-B. Lo sviluppo della citofluorimetria multiparametrica permette di analizzare simultaneamente l’espressione di diverse proteine sulla superficie cellulare e di identificare un numero anche minimo di cellule neoplastiche con un fenotipo di superficie differente da quello ritenuto normale. Questo metodo può essere utilizzato anche per evidenziare la malattia minima residua nelle malattie linfoproliferative acute e croniche
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La predisposizione ereditaria alla leucemia linfatica cronica è dimostrata dall’espansione monoclonale subclinica dei linfociti B presente in alcuni familiari asintomatici di soggetti affetti da LLC
0Numerosi studi hanno dimostrato l’esistenza di un aumentato rischio di leucemia linfatica cronica ed altre malattie linfoproliferative nei familiari di primo gradi dei pazienti affetti da LLC, suggerendo una predisposizione ereditaria in circa il 10% dei casi.
La dimostrazione di marcatori associati alla leucemia linfatica cronica in familiari sani di pazienti con forme familiari di leucemia linfatica cronica può fornire un marcatore surrogato di predisposizione ereditaria favorendo anche l’ identificazione di eventuali geni mutati responsabili della malattia.
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Neutropenia ciclica – Manifestazioni cliniche, diagnosi e terapia
0La NC si osserva sia nell’infanzia che negli adulti. La forma dei bambini è la più frequente; è una condizione congenita e spesso si presenta in più membri della stessa famiglia, suggerendo una modalità di trasmissione ereditaria autosomica dominante (AD) (8, 27). Nella stessa famiglia si assiste ad un ampio spettro di gravità della malattia che varia da forme asintomatiche a forme molto gravi (27).
Studiando 9 famiglie, Palmer e coll. (27) non osservarono variazioni della penetranza (27). Tuttavia, è frequente il fenomeno dell’anticipazione: in nessuna famiglia fu osservata un’attenuazione del fenotipo nelle generazioni successive ed i casi più gravi tendevano a presentarsi in bambini sempre più giovani nelle generazioni successive In 3 delle 9 famiglie la mutazione sembrava insorgere de novo.
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Deficit selettivo di Immunoglobuline A – Manifestazioni cliniche
La maggioranza (85-90 %) degli individui carenti di IgA è asintomatica. Inoltre, è improbabile che, in assenza di altre immunodeficienze primitive associate, i bambini che hanno meno di 5 anni ed una concentrazione di IgA del siero > 5 mg/dL manifestino un deficit serio in epoca successiva (58). Questa osservazione è stata confermata in uno studio che ha valutato il decorso clinico in 40 bambini con malattia severa (definita come concentrazione di IgA del siero < 5 mg/dL) ed in 40 con carenza parziale (IgA > 5 mg/dL ma con valori inferiori a 2 deviazioni standard dai valori medi normali) (64). A distanza di 4 anni dalla diagnosi iniziale, i livelli nel siero di IgA erano divenuti normali in circa il 50% dei bambini con carenza parziale. Al contrario, livelli normali di IgA non furono osservati nel gruppo dei bambini con malattia inizialmente severa (64).
Deficit selettivo di Immunoglobuline A – Epidemiologia e genetica
La frequenza, pur essendo il deficit selettivo di IgA riconosciuto come il deficit immunitario più frequente a livello mondiale, è molto variabile nelle diverse popolazioni (1, 10, 29, 33, 49, 61), passando da 1 su 700 individui di razza caucasica a valori notevolmente inferiori nelle popolazioni asiatiche. Per esempio, la frequenza del deficit varia da 1:2600 a 1:5300 in Cina, mentre in Giappone un individuo ogni 15000 è portatore dell’anomali (38). Queste notevoli differenze depongono per l’esistenza di una predisposizione genetica al deficit.
La stessa mutazione del gene MPL è presente in otto famiglie italiane con trombocitemia essenziale ereditaria
0La trombocitemia ereditaria (HT) è una malattia rara caratterizzata da megacariocitopoiesi sostenuta e da sovrapproduzione di piastrine, con caratteristiche cliniche simili a quelle osservate nella trombocitemia sporadica. La trombopoietina (THPO) e il suo recettore MPL regolano la produzione delle piastrine, stimolando la proliferazione e la maturazione dei megacariociti . Mutazioni della linea germinale che attivano i geni MPL e THPO sono state descritte nelle famiglie con HT. Le quattro mutazioni del gene THPO note fino ad oggi sono tutte situate nella regione non tradotta 5 della sequenza di mRNA , dove si trovano sequenza geniche che inibiscono la traduzione del THPO-mRNA. Le mutazioni rimuovono l’inibizione a monte delle open reading frames e portano ad un aumento della traduzione del THPO-mRNA causando elevati livelli sierici di trombopoietina e la sovrapproduzione di piastrine.
Neutropenia ciclica – Epidemiologia e patogenesi
0La neutropenia ciclica (NC, OMIM 162800) si caratterizza per la comparsa di periodici episodi di febbre e stomatite aftosa che si osservano tipicamente ogni 21 giorni in corrispondenza di episodi di neutropenia. La fase neutropenica ha una durata di 3-7 giorni e si risolve in concomitanza con la risalita dei PMN verso i livelli normali. Raggiunto lo zenith dell’oscillazione, i granulociti polimorfonucleati (PMN) ricominciano a diminuire e cosi via. Solitamente oscillano, oltre ai neutrofili, anche i monociti, gli eosinofili, i linfociti, i reticolociti e le piastrine (2, 8, 9, 15, 17, 19, 22, 32). Il nadir delle fluttuazioni solitamente avviene ad intervalli di 21 giorni, ma gli intervalli possono variare da 15 a 35 giorni. Il numero dei neutrofili varia da valori normali (allo zenith del ciclo) fino a meno di 100/mL. I monociti, gli eosinofili, le piastrine, i linfociti ed i reticolociti oscillano anche loro generalmente, ma in senso opposto a quello dei PMN, da valori normali a livelli elevati in corrispondenza del nadir della neutropenia; il periodo dell’oscillazione è solitamente lo stesso di quello dei neutrofili (8, 15, 22). Poiché le oscillazioni numeriche riguardano praticamente tutti i tipi cellulari e non solo i neutrofili, per questa affascinante patologia è stato proposto il nome di emopoiesi ciclica al posto di quello di neutropenia ciclica (15). Il nadir delle fluttuazioni solitamente avviene ad intervalli di 21 giorni, ma gli intervalli possono variare da 15 a 35 giorni.. (continua…)
Deficit selettivo di Immunoglobuline A – Cenni sulla struttura e funzione delle IgA
Le IgA si trovano in due forme: le IgA monomeriche del siero e la IgA dimeriche secretorie. Esistono due sottoclassi di IgA, IgA1 e IgA2 che differiscono soltanto per 22 amminoacidi, compresi i 13 aminoacidi della regione cardine che sono assenti nelle IgA2 (84). Le IgA rappresentano la forma predominante delle isoforme secrete, poiché la delezione della regione cardine le rende meno sensibili alla degradazione proteolitica batterica. Recettori localizzati sul lato basale delle cellule epiteliali intestinali, i recettori per le Ig polimeriche, si legano alle Ig circolanti le quali sono poi trasportate alla regione apicale della cellula (39).