Posts tagged IL-6

Interleuchina 6 (IL-6): un modello di mediatore dell’anemia della senescenza.

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IL-6 è una citochina infiammatoria con peso molecolare 26.000 dalton che esibisce una notevole pleiotropia, cioè hanumerosi effetti diversi ma riconducibili allo stesso meccanismo d’azione.

IL- 6 svolge un ruolo fondamentale nella regolazione di processi metabolici, endocrini, infiammatori; modula anche la spermatogenesi, la formazione degli osteoclasti, il tono della muscolatura vasale dell’endometrio durante il ciclo mestruale, la proliferazione e differenziazione delle cellule nervose. IL-6 è stata coinvolta nella patogenesi di diverse malattie croniche associate con l’età, comprese osteoporosi, malattie di Alzheimer, aterosclerosi, neoplasie. Aumenti di IL- 6 nel siero sono stati associati con un maggior declino funzionale (4), depressione (6), morte.

In risposta agli stimoli infiammatori, TNF-a e IL-1 stimolano la produzione di IL-6. Questa, a sua volta inibisce la secrezione di IL-1 e di TNF-a, attiva la produzione di proteine di fase acuta nel fegato, stima stimola l’asse ipotalamo-ipofisi-surrenale per controllare l’infiammazione (25). IL-6 svolge un ruolo nella risposta immunitaria innata ed acquisita. È un componente critico della risposta infiammatoria di fase acuta, dal momento che stimola la produzione di proteine come proteina C reattiva, amiloide A nel siero, fibrinogeno, complemento, alfa2-antitripsina. Inoltre, induce la proliferazione e la maturazione di linfociti B attivati (portando alla produzione di anticorpi) e coinvolge la proliferazione dei linfociti nel timo e nel sangue periferico; stimola la proliferazione dei linfociti T a linfociti T citotossici ed attiva le cellule natural killer (9, 10). (continua…)

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Correlazioni fra interleuchina 6, emoglobina ed ematocrito nella sindrome da fragilità dell’anziano

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La fragilità può essere definita come un fenotipo clinico caratterizzato da riduzione delle riserve omeostatiche; questo fenotipo è frequente nell’età avanzata e predispone ad outcome clinici sfavorevoli.

Alcuni autori hanno descritto la fragilità come “uno stato fisiologico di aumentata vulnerabilità ai fattori ambientati di stress conseguente alla diminuzione delle riserve fisiologiche ed alla anomala regolazione di molteplici sistemi fisiologici” (23).

I criteri utilizzati per definire la fragilità sono abbastanza controversi. I parametri più frequentemente adottati coinvolgono prevalentemente la valutazione della fragilità fisica: sarcopenia , perdita di peso, declino delle performance motorie e/o cognitive, riduzione dell’attività fisica. Per esempio, una riduzione della velocità dell’andatura rispetto al sesso ed all’altezza costituisce una componente dell’indice di fragilità proposto da Fried et al. (24). La comorbilità e la disabilità riassumono alcuni problemi distinti anche se strettamente correlati con l’età. Altri autori hanno usato definizioni di fragilità meno rigide, considerandola come un accumulo progressivo di deficit comprendenti disabilità, comorbilità, declino fisico. (continua…)

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Rapporti fra fibrillazione atriale,infiammazione, renina-angiotensina e trombosi

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L’enzima di conversione della angiotensina converte l’angiotensina I in angiotensina II. L’angiotensina II svolge la sua azione attraverso l’interazione con i recettori A T1 e AT2. L’attivazione del sistema renina-angiotensina-aldosterone svolge un ruolo importante nello sviluppo delle malattie cardiovascolari (19). Il blocco dei recettori mediante gli ace-inibitori o gli inibitori dei recettori della angiotensina II migliorano la funzione endoteliale e riducono sia la morbilità che la mortalità (37).
L’ angiotensina II è un ormone importante per la regolazione della pressione arteriosa, grazie alle sue capacità di stimolare la costrizione della muscolatura vascolare liscia, il rilascio dell’aldosterone dalla corteccia surrenale, ed il riassorbimento di sodio da parte del tubulo renale.
(continua…)

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