Posts tagged Leucemia mieloide acuta
La comorbidità influenza la stratificazione ed i risultati dell’allotrapianto nei pazienti con leucemia mieloide acuta o mielodisplasia
0Il trapianto di cellule staminali emopoietiche rappresenta il solo trattamento potenzialmente in grado di guarire alcuni pazienti con leucemia mieloide acuta e sindrome mielodisplastica. Storicamente i regimi di condizionamento ad alta intensità sono stati utilizzati con il duplice scopo di eradicare la malattia e di indurre una profonda immunosoppressione del paziente per favorire l’attecchimento dell’allotrapianto.
Recentemente, regimi di condizionamento ad intensità ridotta e regimi realmente non mieloablativi sono stati introdotti per ridurre la tossicità e la mortalità osservata con i protocolli di condizionamento a maggiore intensità. Questi nuovi protocolli confidano, in parte o interamente, sull’effetto del trapianto contro leucemia per l’eradicazione del tumore. (continua…)
Analisi molecolare della stimolazione dell’apoptosi da parte del bisfenolo
0L’inquinante ambientale bisfenolo A (BPA) è fonte di notevole preoccupazione per la salute pubblica a causa dell’elevato pontenziale d’esposizione degli esseri umani a questo fenolo ed ai suoi derivati che hanno dimostrata tossicità sugli animali. Recentemente, l’attenzione si è concentrata sugli effetti cancerogeni del BPA. Quindi, è importante esaminare la citotossicità e la capacità di indurre apoptosi di questi composti. Nel presente lavoro gli autori hanno studiato gli effetti di diverse dosi di BPA in modelli di leucemia mieloide acuta per capire il meccanismo d’ azione del BPA su sistemi non direttamente collegati al sistema endocrino. Si dimostra infatti che il BPA è in grado di indurre l’apoptosi nelle cellule leucemiche mediante l’attivazione delle caspasi 8, 9 e 3-7. Inoltre si dimostra che molti meccani non-genomici e genomici sono influenzati dal BPA e contribuiscono ai suoi effetti negativi.
Analisi molecolare della stimolazione dell'apoptosi da parte del bisfenolo
0L’inquinante ambientale bisfenolo A (BPA) è fonte di notevole preoccupazione per la salute pubblica a causa dell’elevato pontenziale d’esposizione degli esseri umani a questo fenolo ed ai suoi derivati che hanno dimostrata tossicità sugli animali. Recentemente, l’attenzione si è concentrata sugli effetti cancerogeni del BPA. Quindi, è importante esaminare la citotossicità e la capacità di indurre apoptosi di questi composti. Nel presente lavoro gli autori hanno studiato gli effetti di diverse dosi di BPA in modelli di leucemia mieloide acuta per capire il meccanismo d’ azione del BPA su sistemi non direttamente collegati al sistema endocrino. Si dimostra infatti che il BPA è in grado di indurre l’apoptosi nelle cellule leucemiche mediante l’attivazione delle caspasi 8, 9 e 3-7. Inoltre si dimostra che molti meccani non-genomici e genomici sono influenzati dal BPA e contribuiscono ai suoi effetti negativi.
Efficacia dell’azacitidina nelle mielodisplasie e leucemie mieloidi acute complicanti la fase finale delle malattie mieloproliferative croniche
0È noto che le malattie mieloproliferative neoplastiche (MPN) Filadelfia (Ph)-negative possono evolvere in leucemia mieloide acuta (AML), preceduta o meno da una fase di sindrome mielodisplastica (MDS), nel 5% -10% dei casi dopo circa 10 anni. Probabilmente, l’incidenza è ancora più elevata negli studi con follow-up più prolungato. I casi trasformati hanno una scarsa risposta alla chemioterapia (sia a dosi basse che standard ), con un alto rischio di recidiva dopo trapianto di cellule staminali allogeniche (SCT). Pertanto la sopravvivenza è breve nella maggior parte dei casi .
Efficacia dell'azacitidina nelle mielodisplasie e leucemie mieloidi acute complicanti la fase finale delle malattie mieloproliferative croniche
0È noto che le malattie mieloproliferative neoplastiche (MPN) Filadelfia (Ph)-negative possono evolvere in leucemia mieloide acuta (AML), preceduta o meno da una fase di sindrome mielodisplastica (MDS), nel 5% -10% dei casi dopo circa 10 anni. Probabilmente, l’incidenza è ancora più elevata negli studi con follow-up più prolungato. I casi trasformati hanno una scarsa risposta alla chemioterapia (sia a dosi basse che standard ), con un alto rischio di recidiva dopo trapianto di cellule staminali allogeniche (SCT). Pertanto la sopravvivenza è breve nella maggior parte dei casi .
Le mutazioni dei geni IDH1 e IDH2 conferiscono una prognosi peggiore ai pazienti con mielodisplasia o leucemia mieloblastica acuta
0Il gene Isocitrato deidrogenasi 1 (IDH1) codifica per la proteina isocitrato deidrogenasi 1, un enzima che partecipa al ciclo di Krebs, catalizzando la carbossilazione ad alfa-chetoglutarato dell’isocitrato. Mutazioni ricorrenti di IDH1 sono state descritte nel 12% dei pazienti con glioblastoma, nel 70% dei pazienti con astrocitomi ed oligodendrogliomi di grado II e III secondo la classificazione OMS. In queste neoplasie le mutazioni di IDH1 riguardano un singolo residuo di amminoacido in posizione 132 che porta alla sostituzione di un residuo di arginina con uno di istidina (R132H). Sebbene con minor frequenza, mutazioni del gene IDH2 che interessano l’acido amino analogo (R172), sono stati descritti anche negli oligodendrogliomi e astrocitomi. (continua…)
Implicazioni diagnostiche e prognostiche delle mutazioni dei geni IDH1 e IDH2 nei pazienti con leucemia mieloide acuta o sindrome mielodisplastica
0I geni IDH1 e IDH2 codificano per gli enzimi isocitrato deidrogenasi 1 e 2, rispettivamente. IDH1 è un enzima che partecipa al ciclo dell’acido citrico, catalizzando la carbossilazione ad alfa-chetoglutarato dell’isocitrato Nel 2008 Parsons et al. identificarono mutazioni somatiche nel codone 132 della IDH1 in circa il 12% dei pazienti con glioblastoma multiforme, il tipo più frequente e letale di cancro cerebrale. In uno studio successivo, questi autori rilevarono le stesse mutazioni somatiche in oltre il 70% dei gliomi. Nella maggior parte dei casi, l’arginina 132 era sostituita dall’istidina (R132H). (continua…)
La comorbidità influenza la stratificazione ed i risultati dell'allotrapianto nei pazienti con leucemia mieloide acuta o mielodisplasia
0Il trapianto di cellule staminali emopoietiche rappresenta il solo trattamento potenzialmente in grado di guarire alcuni pazienti con leucemia mieloide acuta e sindrome mielodisplastica. Storicamente i regimi di condizionamento ad alta intensità sono stati utilizzati con il duplice scopo di eradicare la malattia e di indurre una profonda immunosoppressione del paziente per favorire l’attecchimento dell’allotrapianto.
Recentemente, regimi di condizionamento ad intensità ridotta e regimi realmente non mieloablativi sono stati introdotti per ridurre la tossicità e la mortalità osservata con i protocolli di condizionamento a maggiore intensità. Questi nuovi protocolli confidano, in parte o interamente, sull’effetto del trapianto contro leucemia per l’eradicazione del tumore. (continua…)
I polimorfismi di singoli nucleotidi del gene NOD2/CARD15 sono associati con un aumentato rischio di recidiva e di morte nei pazienti con leucemia acuta dopo trapianto di cellule staminali emopoietiche da donatore non familiare
0Il trapianto di cellule staminali emopoietiche rappresenta attualmente il solo trattamento in grado di guarire una minoranza di soggetti affetti da leucemia acuta ad alto rischio. L’uso di donatori non familiari è oramai universalmente accettato, anche se comporta un aumentato rischio di alcune complicanze. Sebbene la scelta di donatori HLA-compatibili migliori l’esito del trapianto, i riceventi restano suscettibili per tutta la vita alle complicanze post-trapianto, quali la recidiva di malattia e la comparsa di GVHD. Studi recenti hanno segnalato l’associazione fra l’esito del trapianto e singoli polimorfismi di nucleotidi del gene NOD2/CARD15. Il gene CARD15 (caspase recruitment domain 15), noto anche come nucleotide-binding oligomerization domain 2 o NOD2) codifica per una proteina intracitoplasmatica che svolge un ruolo importante nell’infiammazione e partecipa alla formazione di un complesso proteico denominato “infiammasoma”, che produce molteplici e diversi effetti sull’immunità innata, sulla secrezione di citochine, sull’apoptosi e sulla sopravvivenza cellulare. NOD2/CARD15 è espresso nei monociti circolanti, nelle cellule di Paneth delle cripte epiteliali del piccolo intestino, e anche nelle cellule dendritiche. La funzione cellulare di NOD2/CARD15 è ancora incerta ed il suo ruolo fisiologico non ben definito. Polimorfismi del gene sono tuttavia stati associati con difetti funzionali e con malattie infiammatorie croniche intestinali. (continua…)
Leucemia mieloide acuta e chemioterapia adiuvante per cancro della mammella in donne anziane
0La chemioterapia adiuvante costituisce un’opzione importante nella terapia del cancro della mammella poiché migliora la sopravvivenza nelle donne con neoplasia ad alto rischio.
Nelle donne anziane, i benefici della chemioterapia sono meno certi. Pochi studi clinici hanno, infatti, incluso un numero sufficiente di donne di età superiore ai 70 anni. Un recente studio osservazionale, tuttavia, suggerisce che la chemioterapia può migliorare la sopravvivenza nelle donne anziane con linfonodi positivi e negatività per il recettore per gli estrogeni (2).
Dal momento che aumenta continuamente l’uso della chemioterapia nelle donne anziane, diventa importante conoscere gli effetti tardivi della terapia in questo gruppo di pazienti. Alcuni farmaci citotossici aumentano il rischio di sviluppare una seconda neoplasia. (continua…)