Posts tagged MALT
Associazione fra malattie autoimmuni e rischio di linfoma non Hodgkin: uno studio dell'InterLymph consortium
0Uno stimolo antigenico locale svolge un ruolo centrale per lo sviluppo di linfomi non Hodgkin della ghiandola parotidea nella sindrome di Sjögren e nel piccolo intestino dei pazienti affetti da malattia celiaca. La sindrome di Sjögren e la celiachia sono anche associate con un aumentato rischio di linfoma non Hodgkin. Tuttavia non è chiaro se l’associazione riguarda soltanto l’organo interessato dalla flogosi cronica o si estende anche ad altre specifiche associazioni con forme non localizzate di LNH. Un aumento del rischio è stato osservato ripetutamente anche nei pazienti con artrite reumatoide e lupus eritematoso sistemico, mentre l’evidenza è meno evidente per altri disordini infiammatori che hanno una patogenesi autoimmunitaria, come la psoriasi, le malattie infiammatorie intestinali e la sarcoidosi. (continua…)
Infezione da Chlamydia psittaci e linfoma degli annessi oculari
0P linfomi maligni degli annessi oculari, Ocular adnexal lymphoma (OAL), costituiscono circa l’otto per cento di tutti i linfomi extranodali.
Sono quasi sempre linfomi B a basso grado di malignità che rimangono in genere clinicamente localizzati seguondo un decorso clinico indolente. Diversi studi hanno suggerito che la maggioranza dei linfomi derivati dagli annessi oculari sono linfomi della zona marginale di tipo MALT (Mucose Associated Lymphoid Tissue).
Come per gli altri linfomi MALT , anche per quelli degli annessi oculari è possibile dimostrare una certa eterogeneità a livello istologico e citogenetico. (continua…)
Linfoma gastrico della zona marginale di tipo MALT: raccomandazioni cliniche ESMO per la diagnosi e terapia
0La modalità di presentazione clinica più frequente dei maltomi gastrici è rappresentata da disturbi gastrointestinali non specifici che spesso spingono a chiedere al medico un’endoscopia la quale solitamente dimostra la presenza di gastrite aspecifica o ulcera peptica; le masse sono rare. La diagnosi si basa sull’esame istologico delle biopsie gastriche (3A). La presenza di un’infezione da Helicobacter pylori (HP) attiva deve essere dimostrata mediante istochimica o test del respiro (breath test). Oltre all’esame istologico di routine ed all’immunoistochimica, l’analisi mediante FISH o la PCR per la dimostrazione della traslocazione cromosomica t(11;18) possono tornare utili per identificare quei pazienti con elevate probabilità di non rispondere alla terapia antibiotica (3b). (continua…)